Insulti a Carlo Carocci: gli antifascisti militanti si coprono di vergogna

I paladini dell’antifascismo militante non perdono mai l’occasione di tacere, non hanno mai avuto rispetto per nessuno, figuriamoci per l’uomo – Carlo Carocci – amato dal suo quartiere per la sua coerenza, per la sua passione, per il suo carattere, per la sua azione in difesa dei deboli. Un uomo che però, per certi ambienti, era solo un fascista. O un “fascio”, come di solito dicono i militanti dei centri sociali. Un uomo che dava fastidio, perché è difficile criminalizzare una persona perbene e trasformarla in una specie di pericolo pubblico, di nemico da distruggere.

Carlo Carocci, le offese, il silenzio delle istituzioni

 Carlo Carocci era questo, uno storico esponente del Msi a Roma, molto apprezzato nel quartiere di Monteverde. È morto, i suoi amici lo hanno pianto. Tanti amici. Troppi, per gli antifascisti militanti. Che, con la vernice rossa, hanno imbrattato i muri dandogli dell’infame e firmando con la falce e martello. Un atto squallido. «Ci aspettiamo una ferma condanna da parte delle istituzioni locali per le vergognose scritte firmate con falce e martello apparse sui muri di Monteverde con volgari insulti a Carlo Carocci storico esponente missino del quartiere a pochi giorni dalla sua scomparsa», ha dichiarato Brian Carelli, del coordinamento romano di “Prima l’Italia” e membro del direttivo della storica sede di An di Monteverde. «Il silenzio delle istituzioni locali rende le stesse complici di questi vili gesti che hanno l’obiettivo di ricreare un clima di tensione nei quartieri,  le istituzioni non possono prestarsi a questo gioco. Chiedo al presidente del XII municipio Cristina Maltese e agli organi municipali di prendere le distanze da questi gesti vigliacchi provvedendo all’immediata cancellazione delle scritte».

L’insegnamento dei cattivi maestri democratici

Ma qualche esponente istituzionale del quartiere già aveva fatto il cattivo maestro, andando a contestare persino il funerale di Carocci: «In occasione dei funerali, presso la Chiesa Regina Pacis, l’uscita della salma è stata omaggiata con il saluto romano», aveva detto la presidente del Municipio  Cristina Maltese e quella del Consiglio municipale Alessia Salmoni. «Si tratta di una manifestazione celebrativa antidemocratica e fuori legge che non può essere ne accettata né tollerata, in quanto ferisce le istituzioni democratiche». Non merita nemmeno un commento.