In Campania scintille Lega-Fratelli d’Italia. Cirielli: rischio riciclati (video)

La Lega dovrà pedalare molto per convincere i “terroni” campani che lo sbarco al sud non è dettato da logiche elettorali. Il Carroccio 2.0, che dal Lazio in giù cambia look, abbandona il verde e Alberto da Giussano, è ancora un cantiere aperto in vista delle regionali di primavera. Ma in Campania, regione chiave per gli equilibri politici del Mezzogiorno e nazionali, non è tutto oro quello che luccica.

Il niet di Fratelli d’Italia

L’ipotesi di una federazione con Fratelli d’Italia al momento è scartata. Troppe le distanze con il partito di Giorgia Meloni che dell’identità nazionale ha fatto la sua stella polare, troppi i problemi sul territorio aggravati dalla campagna acquisti di Salvini tra le file della destra e degli ex An. A mettere le cose in chiaro ci pensa il deputato salernitano di FdI, Edmondo Cirielli, che ha stroncato le trasmigrazioni verso il Carroccio: «Non ci fa paura il passaggio di personale politico nella Lega – ha detto nella tradizionale conferenza di fine anno – chi sta andando nella Lega è gente frustrata, che non ha avuto spazio o pensa di non poterne avere nei partiti tradizionali. Si tratta di persone che grazie ai voti di Salvini sperano di tornare a fare il deputato, il consigliere regionale».

La campagna acquisti…

Chi ha fretta di fare il salto della quaglia, insomma,  levi il disturbo. La preoccupazione non è la competizione leale nelle urne ma la valanga di «riciclati e frustrati molti dei quali provenienti dall’ex An – spiega Cirielli – che hanno prima tradito gli ideali di Alleanza nazionale, facendo i servi sciocchi di Berlusconi, e adesso sperano di guadagnarsi una poltrona. Mi auguro che su questo Salvini sia attento». Niente fidanzamento? Per ora Fratelli d’Italia va per la sua strada e a Salerno (forte dell’ottimo risultato delle europee che ha superato l’8 per cento) si presenterà alle elezioni amministrative e regionali con il suo simbolo lavorando per costruire alleanze nell’alveo di centrodestra (anche con Forza Italia).

La Lega double-face

Sul no all’euro e a alle politiche fiscali del governo Renzi il feeling tra il Carroccio il partito di Giorgia Meloni è innegabile ed è caldeggiato dalla base. Su altri contenuti, però, le distanze sembrano incolmabili: Fratelli d’Italia non manda giù l’articolo della Statuto leghista che mette “ancora” l’indipendenza al primo posto occhieggiando alla secessione e non fa mistero di preferire il “federalismo patriottico” di Flavio Tosi. «Sui diritti umani la Lega dice anche cose inaccettabili: noi non seguiamo i razzisti – spiega  Cirielli – non abbiamo nulla contro i lavoratori che seguono le regole, l’Italia è  luogo d’accoglienza da sempre. L’importante è conservare il modello culturale latino e italiano ereditato dai nostri padri». E poi un sospetto: la Lega verrà a prendersi «soltanto» i voti al Sud e sul piano economico, come ha sempre fatto, li spenderà al Nord. Le politiche nordiste del governo Berlusconi sono state ispirate da Tremonti e dalla Lega.