In arrivo nuove batoste: le cinque Regioni con le aliquote più pesanti

Un’altra batosta in arrivo per le famiglie. Nel 2015 lo Stato taglierà fondi alle Regioni per tre miliardi e mezzo di euro. Ergo dopo la mannaia di Renzi le addizionali regionali avranno un’impennata verso l’alto. Le amministrazioni regionali lo potranno fare sfruttando il decreto legislativo 68 del 2011 sul federalismo regionale e altri leggi, che per quest’anno, come spiegano i tecnici della Cgia di Mestre, estendono l’autonomia tributaria delle Regioni. In sostanza viene toccata l’Irpef. Così, come si legge sul Corriere della Sera, se nel 2012 e nel 2013 l’aliquota massima consentita arrivava fino all’1,73% e nel 2014 saliva al 2,33%, da quest’anno gli enti locali potranno applicare un’aliquota fino al 3,33%.

Regioni in deficit sanitario

Le Regioni in deficit sanitario che non riescono a pareggiare i conti devono aumentare le tasse. «Se il deficit sanitario è particolarmente grave — spiega la Cgia — le Regioni sono obbligate a un piano di rientro, mancato il quale scattano ancora le aliquote dell’addizionale regionale di un ulteriore 0,3 per cento oltre la misura massima prevista dalla legislazione vigente». In sostanza a pagare sono sempre i cittadini.

Ecco le cinque Regioni dove si pagherà di più

Secondo lo studio della Cgia le Regioni già coinvolte sono: Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte. In linea generale, gli incrementi di imposta scatteranno per i redditi con più di 40mila euro: se in Abruzzo il rincaro sarà di 38 euro e varrà per quasi tutti i livelli di reddito, in Emilia Romagna dove i redditi sino a 39mila euro addirittura ci guadagnano, a partire dai 40mila euro si registrerà un leggero aggravio pari a due euro, per arrivare a sfiorare i 1.500 euro di tasse in più per i redditi da 300mila euro. Anche in Liguria i contribuenti con più di 40mila euro si troveranno un aumento di cinque euro, fino a toccare i 1.560 euro in più per i più ricchi. In Piemonte, invece, l’incremento delle aliquote comporterà un inasprimento della tassazione molto significativo. Se per i redditi oltre i 40mila euro si pagherà 53 euro in più, per i redditi superiori si arriverà a pagare oltre 2.500 euro per la soglia dei 300mila euro. Solo i lombardi possono ritenersi soddisfatti: fino ai 100mila euro di reddito non si avvertirà alcuna differenza rispetto l’anno scorso: i contribuenti con un reddito oltre i 150mila euro pagheranno cinque euro in più, per arrivare a un aumento di 20 euro per i redditi da 300mila euro. Nonostante siano solo cinque le Regioni interessate da questo monitoraggio, il campione è comunque significativo. Il numero dei contribuenti Irpef presenti in questi territori è pari al 41,4% del totale nazionale.