Il 6 gennaio i servizi algerini avevano lanciato l’allarme terrorismo. Invano…

Sono davvero clamorose la superficialità e l’irresponsabilità del governo di Parigi. La tv francese iTele ha rivelato che servizi segreti algerini avevano allertato i francesi di un imminente attacco terroristico il 6 gennaio, giorno precedente la strage a Charlie Hebdo.  La pista sarebbe quella di al-Qaeda yemenita. Secondo fonti dell’intelligence yemenita, uno dei due fratelli autori della strage di mercoledì a Parigi aveva incontrato nello  Yemen l’imam radicale Anwar al Awlaki, figura di spicco di Aqap nella penisola arabica, ucciso nel settembre 2011 da un drone Usa. Aqap, infatti, è il nome della pericolosissima organizzazione che sotto il cappello di al-Qaeda riunisce fondamentalisti yemeniti e sauditi: una temibile filiale della più nota organizzazione terroristica.

Addestrati nello Yemen?

La medesima fonte ha quindi spiegato che il 34enne Said Kouachi, fratello maggiore di Chérif, 32 anni si recò per alcuni mesi nello  Yemen nel 2011 con la motivazione degli studi religiosi. Non è chiaro se l’uomo avesse anche ricevuto un addestramento da al-Qaeda nella penisola arabica. «Non abbiamo informazioni confermate che Said fu addestrato» a usare armi ed esplosivi da al-Qaeda, ma è stato confermato che incontrò al Awlaki nella provincia di Shabwa , nel sud dello Yemen . Kouachi,  potrebbe aver seguito addestramenti in una delle zone dello Yemen sfuggite al controllo dello Stato proprio nel 2011.

La “bacchettata” di Israele

E un rimbrotto alla Francia arriva anche da Israele. «Dal punto di vista investigativo la Francia sembra aver sottovalutato il problema. Noi purtroppo in Israele siamo più  abituati e coscienti di fronte al terrorismo». È la morale che Avi Pazner, ex ambasciatore a Parigi e a Roma, trae da quanto accaduto in Francia. Parole pungenti che precedono il fulmineo doppio blitz conclusivo delle teste di cuoio francese. Ma che esprimono comunque i dubbi di non pochi osservatori israeliani di fronte alla gestione dell’emergenza da parte degli apparati francesi, oltre a un certo “complesso di superiorità” sulla questione sicurezza. Tanto più quando si è saputo degli ostaggi uccisi nel supermercato kosher di Port de Vencennes.