I cannoli sono di Mattarella, ma i brindisi li fanno i Girella

I cannoli sono di Mattarella, i brindisi li fanno i Girella. Ma sì, stemperiamo. Scherziamo e soprassediamo. Abbandoniamo la tensione. E pigliamola pure un po’ a ridere questa giornata che c’ha regalato il nostro tredicesimo presidente. Il primo che è siculo di Sicilia, e perciò un po’ ombroso. Uno che di certo conosce il teatrino. E pure l’Opera dei pupi.  Ecco perché Sergio Mattarella li ha messo tutti d’accordo. Anche quelli che non l’hanno votato.

Le tre standing ovation

Che, ad esempio, il povero Berlusconi glielo aveva pure detto al telefono che non c’era “nulla di personale”. Che anzi, era pronto a inviargli Letta e Verdini. Ma tant’è. L’impossibile è rimasto tale. Il coupe de theatre non c’è stato e il brindisi l’hanno fatto gli altri. Quelli che l’hanno voluto e gli strateghi da operetta che l’hanno subito. Brindisi e cori da stadio. Tutti nell’emiciclo, tutti raggianti a spellarsi le mani nelle tre standing ovation partite con una così mirata spontaneità da far venire alla mente alcune strofe del Giusti. Scomodando così arlecchini e burattini, grossi e piccini. Ride e applaude Angelino Alfano che prima disse no, poi disse bianca e infine disse si. E tutt’intorno a lui è un sorriso e un applauso che coinvolge anche l’intramontabile Pierferdinando Casini. Lui che più di un pensiero c’aveva fatto a quello che rimane un sogno.

La brigata Kalimera

Arlecchini, burattini e giacobini. E rivoluzionari.  Tutti insieme nel tripudio dei brindisi. Insieme a Nichi Vendola, paonazzo di libidinosa felicità. Il massimo per lui e la sua brigata Kalimera aver contribuito a piazzare un democristiano al Colle. Pura goduria in stile Tafazzi.  Giacobini, burattini e birichini. Come oggi sembrano tutti i piddini. Che spesso meritano la tiratina d’orecchi, ma non oggi.  Perché oggi anche Cuperlo e Civati, Fassina e Bersani, Gotor e D’Attorre giù giù sino ad Orfini sono tutti e giustamente felici per la grande vittoria. Talmente contenti da potersi adesso acquattare nuovamente e in silenzio ai piedi di Matteo Renzi. Che guardandoli li benedirà sornione. Viva gli inchini, viva le maschere e i pasticcini.