Ecco i cinque articoli di oggi che la destra deve leggere

Il Tempo 

1 “Svolta marò, spunta una mail che li salva” pagina 7

L’articolo riporta la documentazione del settimanale Oggi che testimonia come l’attacco dei pirati alla Enrica Lexie, in cui si trovavano in servizio i due marò il 15 febbraio 2012, precede l’incidente che causò la morte dei due pescatori. L’assalto dei predoni viene comunicato dal comandante del cargo alle 19,15, gli spari contro i pescatori si sono registrati alle 21,30.

Il Corriere della Sera 

2 “Fitto: Silvio sta suicidando il partito. Vuole entrare in maggioranza” pagina 6

L’europarlamentare azzurro, Raffaele Fitto, polemizza duramente con Berlusconi accusandolo di “suicidare” Forza Italia votando a favore dell’Italicum, una mossa che definisce «una resa incondizionata a Renzi». Invano il Cavaliere cerca di dissuaderlo di bloccare dichiarazioni polemiche. Ma Fitto conferma la sua crociata “dentro” il partito: vedrai che cosa ti combino.

 3“Il sì in cambio di garanzie sul Colle. I tre obiettivi a cui punta il Cavaliere” pag 7

Non sarà gratuito il sì di Silvio Berlusconi alla riforma elettorale targata Renzi. L’ex premier manderebbe giù il premio di maggioranza alla lista in cambio di garanzie. La conferma del Patto del Nazareno consente al Cavaliere di «prendere tre piccioni con una fava:; si è reso indispensabile alla maggioranza, ha acquisito un forte credito sulla scelta del successore di Napolitano e si è riavvicinato ad Alfano per costruire l’accordo alle Regionali»,

4 “No al referendum sulla legge Fornero. La rabbia di Salvini” pag 9

Il leader leghista reagisce duramente alla bocciatura della Corte costituzionale al referendum per l’abrogazione della legge Fornero, approvata dal governo Monti. «In attesa di conoscere le modalità della sentenza, la polemica politica esplode. I primi a far scoppiare il putiferio sono proprio i firmatari del quesito, ovvero la Lega Nord».

Il Messaggero

5 “Se salta la riforma elettorale vedo rischi per la legislatura” pag 5

In una lunga intervista il leader Ncd, Angelino Alfano, mette i paletti sulla difficile partita del Quirinale. Alla vigilia di un nuovo incontro con Silvio Berlusconi esprime «l’ambizione di un nome che affondi le proprie radici nel popolassimo europeo, ma avvertendo che “così come non accettiamo imposizioni, abbiamo il garbo di non porre diktat».