Greta e Vanessa: scuse all’Italia. Fdi: basta cooperanti fai da te

Torneranno oggi nelle loro case Vanessa Marzullo e Greta Ramelli. Le attendono le intere comunità di Brembate e Garivate, dove è festa da quando si è saputo della liberazione. Ma se tutta l’Italia è unita nella gioia per la liberazione, resta comunque divisa rispetto al tema del riscatto e della superficialità con cui le due ventenni hanno affrontato l’impegno in Siria e che sta a monte del rapimento.

Le scuse all’Italia

Errori di cui le stesse protagoniste di questa vicenda sembrano essersi rese conto se, appena arrivate a Ciampino, come prima cosa hanno chiesto scusa ai genitori e all’Italia intera. Una frase colta e riportata da Repubblica, accompagnata da quello che sembra un sentimento di vergogna. «Scusa mamma se ti ho fatto tanto male, ci scusiamo entrambe… con voi e con tutta l’Italia. Abbiamo sbagliato a organizzare il viaggio in quel modo, non tornerò mai più in Siria», ha detto Greta, che poi si è rivolta al fratello per sapere «chissà cosa dicono di noi». «Tranquilla, c’è molta solidarietà», è stata la risposta.

Ancora ombre sul riscatto

In realtà, se la solidarietà non manca, non mancano neanche i motivi di riflessione. Il primo, più dibattuto, resta quello del riscatto. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha parlato di «illazioni», ma non ha convinto né l’opinione pubblica né le forze politiche. La più agguerrita resta la Lega, che ha annunciato una denuncia in Procura nel caso in cui la questione non venisse chiarita.

Una legge per evitare i “cooperanti fai da te”

Ma sul tavolo, ora, c’è anche il tema della prevenzione per la quale si chiede l’approvazione di una nuova legge. «Trovo folle che dei comuni cittadini, o peggio ancora delle ragazzine totalmente inesperte, si improvvisino cooperatori internazionali e vadano allo sbaraglio in zona di guerra. Poiché credo che ognuno debba assumersi la responsabilità e le conseguenze delle proprie scelte, con Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale proporremo ogni possibile misura anche in Parlamento affinché questo principio sia stabilito per legge», ha detto Giorgia Meloni.