Il nuovo giocattolo: un uccellino che a sorpresa fischietta “Bella Ciao”

Il vizietto di fare propaganda con i bambini, un po’ insidiosa e a volte becera, è diventata una consuetudine. Prima Renzi che va nelle scuole dove i piccoli gli dedicano canzoni che lo esaltano, dopo essere stati costretti dagli insegnanti a impararle a memoria. Poi le maestre che portano gli alunni sotto Palazzo Chigi in attesa di vedere il premier affacciarsi al bancone manco fosse Babbo Natale. E ancora le favole gay raccontate alle elementari, i partigiani che fanno lezioni, il presepe omosessuale. Una lunga scia, che sembra infinita. Ora arriva anche il giocattolo che riserva una bella sorpresa a chi lo compra: un uccellino che fischietta Bella Ciao.

L’uccellino Digibird vende a valanga

È considerato già un fenomeno mondiale, molti bambini sono andati a comprarli: si chiamano Digibirds e sono uccellini-giocattolo. Lo spot funziona, un sottofondo musicale accattivante, l’immagine di questi piccoli animaletti variopinti nelle mani dei bambini. La spiegazione: soffiando o fischiando all’indirizzo dell’uccellino, il Digibird risponde al richiamo muovendo il becco e offrendo varie melodie, a turno. Perfetto, adatto a tutti i piccoli a partire dai tre anni, ma anche quelli delle elementari cominciano ad amarli perché sono comodi da portare nello zainetto.

 La sorpresa: canta anche “Bella Ciao”

Le prime canzoncine che il Digibird fischietta sono quelle solite, adatte all’età, qualcuna stile western, altre tipiche, “Fra Martino campanaro / che fai / che fai tu / suona le campane / din-don-dan”. Fin qui tutto normale. Poi arriva la sorpresa, con tanto di meraviglia per gli ignari genitori: ecco che l’uccellino fischiatta Bella Ciao. E il bimbo: «Che canzone è? Una dello Zecchino d’oro?». Ma quale Zecchino d’Oro. Si torna al negozio, anche chi l’ha venduto non sa nulla. E poi, è la giustificazione, ogni uccellino ha un repertorio diverso. Sfortunato chi s’è beccato l’uccellino sbagliato.