Il Giappone pronto a chiedere scusa per la Seconda guerra mondiale

La notizia è di quelle che potrebbero campeggiare in una rubrica del tipo “strano ma vero”. Ed infatti è strano che il Giappone, nazione di Hiroshima e Nagasaky, città rase al suolo da due bombe atomiche sganciate nell’agosto 1945, si accinga – proprio nel 70esimo anniversario di quell’evento – ad esprimere “sentimenti di profondo rimorso” per le azioni compiute dal Sol Levante nella seconda guerra mondiale. Ad annunciarlo, nella prima conferenza stampa del 2015, nella città di Ise, è stato il premier  Shinzo Abe, che allo stesso tempo, illustrerà anche le coordinate per un ruolo più attivo di Tokyo alla pace nel mondo: «Vorrei scrivere – ha spiegato Abe – il rimorso del Giappone sulla guerra, la sua storia successiva come nazione pacifista e come intende dare il suo contributo alla regione Asia-Pacifico e al mondo».

L’obiettivo è rinsaldare la pace nella regione Asia-Pacifico

Per quanto sorprendente sul piano della macabra contabilità delle vittime, l’iniziativa annunciata dal premier nipponico rappresenta un contributo importante al processo di consolidamento della pace in un’area, quella appunto dell’Asia-Pacifico, che alla già acquisita centralità per gli equilibri economici del pianeta vuole ora aggiungere anche l’egemonia politica mondiale. È quella l’area, del resto, dove insistono interessi vitali di “giganti” come Russia, Cina, Giappone, Usa e India, in pratica più della metà della popolazione del globo.

Ma il Giappone vuole riconquistare centralità politica

Il Giappone spera così di recuperare un ruolo protagonista, di recente messo in ombra dalla crescente affermazione della Cina quale partner commerciale delle democrazie occidentale. Ed è proprio al rapporto con Pechino che bisogna guardare per leggere nella sua giusta luce il largo anticipo con cui Abe ha anticipato il senso di un evento dal quale ci separano ancora sette mesi. Il premier vuole enfatizzare relazioni di buon vicinato con  Cina e Corea del Sud, tra le “vittime” del militarismo nipponico e presumibilmente le più attente a soppesare una per una le parole che Abe pronuncerà il 15 agosto. Come Barack Obama, del resto, preoccupato di ulteriori tensioni in quella regione. Abe non è il primo premier a manifestare “rimorso” per la seconda guerra mondiale: prima di lui, infatti, nel 50esimo anniversario della fine della guerra, fu Tomiichi Murayama a chiedere scusa per i «danni enormi e sofferenze» causati dal Giappone.