“Ai funerali di Pino Daniele governo assente”. L’ira di Bassolino

«La completa assenza del governo ai funerali di‪ Pino Daniele‬ è stata una mancanza di sensibilità istituzionale e umana». Così, Antonio Bassolino in un tweet in merito ai funerali di Pino Daniele. Un atto d’accusa pesante quello dell’esponente Pd, visto che proprio il suo partito ha corteggiato e blandito all’occorrenza il cantautore napoletano, per poi sparire proprio nel momento più solenne, quello dei suoi funerali. Ma a latitare non sono stati solo i rappresentanti delle istituzioni nazionali, ma anche di quelle locali. Ignazio Marino, che a Capodanno ha tuonato contro i vigili assenteisti, è in vacanza con la famiglia a Boston. Il sindaco di Roma tornerà soltanto domenica. Del presidente della Provincia di Roma Enrico Gasbarra si sono perse le tracce, mentre il governatore Nicola Zingaretti ha preferito apparire sui giornali per la sua vaccinazione con tanto di fotografie, nell’ambulatorio della Regione Lazio. Non c’era tempo per andare ai funerali di un artista che ha rappresentato così tanto per la musica italiana e che era ormai romano d’adozione.

Latitanti anche le istituzioni capitoline

Contano forse le prese di distanza degli ultimi tempi da parte di Pino Daniele nei confronti della sinistra di governo? Il parallelo con altre cerimonie è inevitabile. Nel 2003 per la morte di Roberto Murolo, storico cantore della musica tradizionale partenopea, lo stesso Bassolino, da governatore della Campania e l’allora sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino presero parte in prima fila. In passato, per altri artisti i sindaci del centrosinistra non si sono mai sottratti. Tanto per ricordare alcuni degli esempi più recenti, ai funerali di Gabriella Ferri c’erano tutti: a cominciare dal presidente della Provincia Enrico Gasbarra e dall’ex sindaco di Roma, Francesco Rutelli. Come pure c’era tutta la Bologna istituzionale ai funerali di Lucio Dalla. Lo stesso dicasi per Enzo Jannaccim dove c’erano sia l’ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli che l’attuale primo cittadino, Giuliano Pisapia. A Roma, al Divino Amore del mondo politico non c’era nessuno tranne lo stesso Bassolino, Bobo Craxi e Stefania Prestigiacomo. Proprio l’esponente di Forza Italia da ministro dell’Ambiente aveva coinvolto Pino Daniele in una campagna di comunicazione sposata di buon grado dal cantautore che, quando c’era da pensare al bene della sua città, non guardava alle bandiere. Un imparzialità che, nel Pd, non gli perdonato nemmeno da morto.