Fitto: servono coraggio e futuro. Discutere non è dissenso né slealtà

È il primo a parlare alla platea del Cinema Adriano a Roma per dare la sveglia al centrodestra. Raffaele Fitto si concentra sul bluff del governo Renzi («propone progetti da condividere e poi fa l’esatto contrario») e la pigrizia di un centrodestra disperso in tanti rivoli che non sa fare un’opposizione seria per tornare a vincere. A partire dalla tassazione (che ha causatola disaffezione al voto alle scorse europee) argomento sul quale l’ex Pdl ha molto da dire a condizione «che trovi il coraggio di ripensarsi e di guardare al futuro». L’europarlamentare azzurro, anima critica della dirigenza forzista, non si tira indietro e chiede un confronto a tutto campo che non significa dissenso («è stato un errore non invitarmi a Roccaraso», dove è in corso la manifestazione Neve azzurra di Forza Italia, ndr), un confronto serrato a cominciare dalla selezione della classe dirigente e dal territorio. «Che cosa stiamo facendo? Che segno stiamo lasciando?» chiede l’ex governatore della Puglia sulle riforme dell’architettura istituzionale. «Stiamo votando le riforme costituzionali senza lasciare traccia», incalza smascherando la trappola renziana della riforma del Senato che non segnerà la fine del bicameralismo ma un pasticcio legislativo come per le Province con le elezioni di secondo livello. Anche sull’Europa chiuede una riflessione seria, «sfido a trovare una sola persona che sappia dirmi che cosa ha caratterizzato il semestre europeo di presidenza italiana…». Quanto al successore di Napolitano dice di sognare un «presidente della Repubblica con la schiena dritta», ricordando di essere da sempre favorevole alle primarie in tutte le Regioni («rinunciarci all’ultimo minuto per scegliere candidati nel chiuso di una stanza è un errore») ma di non remare contro le scelte finali del partito, «se qualcuno si attende un’azione di disturbo da parte mia si sbaglia».