FdI denuncia: «Il governo paga il debito della famiglia Renzi»

Attraverso il fondo di garanzia nazionale ,  «il Governo Renzi ha pagato con soldi pubblici i debiti della sua famiglia», per un prestito bancario non risarcito nell’ambito del fallimento dell’azienda Chil Post, al centro di un’inchiesta della procura di Genova che vede indagato anche il padre del premier Tiziano Renzi. Così, in una conferenza stampa, il capogruppo FdI in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli che ha annunciato un’interrogazione. «C’è un’ingiustizia palese – ha sottolineato – mentre in Italia c’è un imprenditore che ogni 5 giorni si impicca per la crisi, invece l’azienda di famiglia di Renzi la propria crisi la fa pagare ai cittadini, con debiti garantiti dalle casse pubbliche».

Un prestito di 437 mila euro

Donzelli ha spiegato che alla Chil, azienda della famiglia del premier, «fu concesso nel 2009 un prestito di 437 mila euro, tramite la Banca cooperativa di Pontassieve», con la garanzia di Fidi Toscana, la finanziaria della Regione. «La richiesta fu presentata nel marzo del 2009 – ha ricordato – mentre Renzi era presidente della Provincia di Firenze, tra i soci pubblici di Fidi Toscana». Nell’autunno del 2010, ha detto Donzelli, la Chil è stata scissa «in Chil Promozioni e in Chil Post, poi divenuta la bad company in cui convogliare il debito che successivamente è stata ceduta alla Massoni di Genova» ed è fallita nel 2013. Nel 2011 la Chil Post è stata messa in mora per mancato pagamento del prestito, ed è scattata «la richiesta a Fidi Toscana per erogare alla Bcc di Pontassieve i 263.114 euro rimasti da pagare». «Dopo il fallimento – ha concluso – è stata erogata una garanzia per azienda fallita. Il Governo Renzi, attraverso il Ministero Sviluppo economico ha così dato a Fidi Toscana 236.803 euro. La perdita per Fidi è stata di 26.311 euro».