Ecco come si elegge il capo dello Stato. Si comincia il 29 gennaio

Il presidente della Repubblica (come recita l’articolo 83 della Costituzione) è eletto nell’Aula di Montecitorio dal Parlamento in seduta comune, integrato da 58 rappresentanti delle Regioni. Ogni regione elegge tre rappresentanti, con l’eccezione della Valle d’Aosta che ne elegge uno. La seduta comune del Parlamento è convocata entro un massimo di 15 giorni dalle dimissioni del presidente ed è presieduta dal presidente della Camera. La prima seduta comune per eleggere il successore di Giorgio Napolitano inizierà il 29 gennaio alle ore 15. Quest’anno i Grandi Elettori saranno 1009 , Napolitano compreso.

Il quorum

La Costituzione prevede che nelle prime tre votazioni la maggioranza richiesta per l’elezione sia quella dei due terzi dei componenti dell’Assemblea. Dal quarto scrutinio il quorum si abbassa: per essere eletti basterà la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea. Non c’è una prassi certa sulla cadenza delle votazioni; la seduta comune è considerata un’unica seduta anche se si sviluppa in più giorni.

Le votazioni

Per consuetudine votano prima tutti i senatori, poi i deputati e quindi i delegati regionali. La “chiama” dei Grandi Elettori sarà ripetuta due volte. Ognuno, per assicurare la segretezza del voto, entrerà nelle cabine poste sotto il banco della presidenza e scriverà il nome del candidato. Quindi, uscito dalla cabina,depositerà la scheda, ripiegata in quattro, nell’urna di vimini e raso verde, ribattezzata l’insalatiera.

Lo spoglio

Lo spoglio è fatto dal presidente della Camera che legge in Aula i nomi dei candidati uno ad uno ad alta voce. Il conto delle schede viene tenuto dai funzionari della Camera e dai componenti dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, che si assumono il compito di scrutatori. Nel 1992 Oscar Luigi Scalfaro era presidente della Camera e spettò a lui leggere le schede della votazione che lo portò al Quirinale. Per essere messe a verbale le preferenze ai candidati devono essere almeno due. Chi riceve un solo voto viene conteggiato genericamente tra i voti dispersi.