Dopo il voto tutti a pranzo da “Settimio”, luogo cult dei dc anni ’80

«Per questi oggi è Natale…». Vale a dire una rinascita. Una battuta agro-dolce quella di un ex Ds nel giorno in cui quella che fu la sinistra Dc riesce a portare sul Colle più alto il moroteo Sergio Mattarella. Una giorno storico che amici e fedelissimi del neo Capo dello Stato festeggiano in un luogo caro alle strategie della Prima Repubblica e  carico di simboli come  il ristorante Settimio, a due passi dal Pantheon, ritrovo della corrente Dc dalla fine degli anni ’80. Lì si sono ritrovati, tra gli altri, Francesco Saverio Garofani, fedelissimo di Dario Franceschini e considerato il “figlio spirituale” di Mattarella, il sottosegretario Antonello Giacomelli, il presidente dell’Autorità per la Privacy Antonello Soro, il viceministro Lapo Pistelli ed il sottosegretario Gianclaudio Bressa.

A pranzo come gli ex Dc

Un ritorno all’antico suggellato da antichi rituali. Dalla fine degli anni ’80, quando Ciriaco De Mita diventò il capo della sinistra democristiana, il ristorante diventò quasi una dependance di Palazzo Madama, luogo di strategie e alleanze di corrente intorno al tavolo. Ed è da Settimio al Pantheon che alcuni amici di Mattarella decidono di tornare per festeggiare, pur in sua assenza, la salita al Colle più alto. E la vittoria degli ex Dc sugli ex Ds nella “ditta” Pd. Tutti più giovani del nuovo Capo dello Stato i commensali ricordano in particolare un periodo storico, quando dalle macerie della Dc nacquero nel 1996 i Popolari per Prodi, una delle liste che concorsero alla prima vittoria dell’Ulivo e del Professore. «Mattarella divenne capogruppo alla Camera – racconta Giacomelli – Bressa e Pistelli erano i vicecapigruppo, Soro era capo della segreteria di Marini mentre Franceschini, a quel tempo, era ancora con i Cristiano Sociali ed entrò nel Ppi nel ’98».

Aggiungi un posto a tavola…

Per i corsi e ricorsi storici, proprio in quegli anni muoveva i primi passi Matteo Renzi che era il giovane portaborse di Lapo Pistelli. Il premier, però, allora non aveva accesso al tavolo al Pantheon dove ogni tanto si univa anche Mattarella. Vent’anni dopo, diventato premier e stratega dell’operazione quirinalizia che ha portato l’ex Dc al Colle, si è guadagnato l’agnognato posto a tavola…