Dopo Parigi “allarme rosso” anche in Italia, allerta nelle redazioni

Oltre al dolore, lo sbigottimento e la rabbia, la strage di Parigi lascia in piedi anche un drammatico interrogativo: a chi toccherà ora? Quale altra nazione europea, cioè libera, potrà o dovrà contare morti e feriti nelle redazioni dei giornali solo perché chi vi lavora esecita il più elementare e naturale dei diritti, quello di parola e di critica, satira compresa, come nel caso del Charles Hebdo? Ovunque è allarme rosso. Non solo nelle redazioni ma in relazione ad ogni obiettivo, religioso, civile, militare capace di suscitare i deliri terroristici dei fondamentalisti islamici.

Alfano apprende la notizia della strage a Palazzo Chigi

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha convocato il Comitato di analisi strategica Antiterrorismo. Si tratta di un organismo composto dagli esperti di antiterrorismo di forze dell’ordine e intelligence con il quale esaminerà «con grande attenzione» la minaccia terroristica alla luce della strage di Parigi. Per altro, la notizia dell’attentato sarebbe stata appresa dal responsabile del Viminale a Palazzo Chigi mentre si trovava a colloquio con il premier Matteo Renzi. E secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, il presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno avrebbero avuto in quell’occasione un primo confronto sul gravissimo attentato.

Allarme a Roma per le redazioni giornalistiche

Intanto a Roma sale il livello di allerta. Secondo quanto si è appreso da fonti delle forze dell’ordine, sono stati potenziati i servizi di vigilanza agli obiettivi sensibili nella capitale e c’è una “particolare attenzione” verso le redazioni giornalistiche.