Danno erariale: Bassolino (Pd) condannato a risarcire 8 milioni

L’ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, del Pd, è stato condannato dalla Corte dei Conti della Campania a pagare 8 milioni di euro di danno erariale per il mancato adempimento al contratto stipulato tra ministeri dell’Ambiente e del Lavoro, Jacorossi e Commissariato straordinario sull’apertura di discariche e sull’utilizzo di lavoratori socialmente utili. Sono stati condannati anche gli ex subcommissari per l’emergenza rifiuti Angelo Vanoli e Arcangelo Cesarano a 4 milioni di euro ciascuno. La Corte dei Conti della Campania ha invece assolto gli ex componenti della Giunta Bassolino. L’avvocato Gherardo Marone, difensore di Antonio Bassolino, presenterà appello.

La precedente condanna di Ganapini

Nel maggio scorso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Campania, accogliendo le risultanze delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli, condannò un ex assessore della Giunta Bassolino (il fondatore di Legambiente Walter Ganapini, che aveva già ricoperto incarichi con la Giunta Veltroni e con il governo Prodi) e due dirigenti della Regione al risarcimento di un danno erariale per oltre 9 milioni di euro. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura regionale della Corte dei Conti, riguardava la mancata riscossione delle sanzioni pecuniarie correlate alla contestazione di violazioni al codice dell’ambiente: le indagini, concluse nel 2012, avevano rivelato che la Regione Campania aveva lasciato prescrivere 1.023 verbali di accertamento elevati nel periodo 2002/2005 dagli organismi pubblici preposti ai controlli in materia ambientale nei confronti dei gestori dei depuratori delle acque reflue e dei titolari di scarichi abusivi.