Dall’India altri segnali negativi sulla sorte dei nostri due marò

Attraverso la stampa le autorità dell’India lanciano segnali di non disponibilità al rientro in Italia del marò Salvatore Girone e di proroga della permanenza del collega Massimiliano Latorre nel nostro Paese. Segnali negativi dunque, perché non si intravede una via d’uscita, tanto che lo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano non ha fatto cenno ai due marò nel suo discorso di fine anno. Il ministero dell’Interno indiano è convinto che la migliore garanzia per il ritorno in India dall’Italia del fuciliere di Marina Latorre sia stata quella di non autorizzare Girone a lasciare il Paese. E’ quanto hanno ribadito fonti ministeriali al quotidiano The Economic Times (Et). Ritornando sulla vicenda dei due fucilieri di Marina allorché si avvicina il 12 gennaio, giorno di scadenza del permesso concesso a Latorre dalla Corte Suprema indiana per curarsi in Italia per i postumi del suo ictus, Et ha rilanciato le note tesi sull’opposizione del ministero dell’Interno ai rientri temporanei in Italia per Latorre e Girone.

Parere contrario alla licenza natalizia

Un’alta fonte governativa indiana ha ricordato che «il ministero dell’Interno aveva messo nero su bianco che l’istanza (dello scorso dicembre) di Girone per una licenza natalizia in Italia dovesse essere fortemente criticata nell’udienza della Corte Suprema. Con l’argomento che la presenza di Girone in India era l’unica garanzia per il ritorno di Latorre». In precedenza – ha aggiunto la fonte che non ha voluto essere identificata – lo stesso ministero aveva espresso forti perplessità all’autorizzazione per il viaggio di quattro mesi di Latorre in Italia durante una consultazione intergovernativa svoltasi in settembre. «Due argomenti – ha concluso la fonte – furono messe per iscritto. La prima, che le cure migliori per il trattamento della patologia di cui soffriva Latorre erano disponibili in India. La seconda era un interrogativo: come poteva Latorre viaggiare in Italia se le sue condizioni erano così gravi? Ma le argomentazioni non furono accolte» e il governo indiano decise di non opporsi alla richiesta.