Un convegno sulla famiglia col logo Expò scatena l’ira dei gay

Siamo alla follia: indire un convegno a Milano sulla famiglia utilizzando il logo dell’Expò vale l’accusa di omofobia e di veicolare un’«immagine retriva» del nostro Paese. Non si placano ancora le polemiche suscitate dall’iniziativa e il pressing su Maroni si fa più intenso, con la Cgil della Lombardia che chiede «formalmente» al presidente della Regione Roberto Maroni di «ritirare il patrocinio dell’istituzione che rappresenta e il logo di Expo, e di rinunciare a concludere» il convegno dal titolo Difendere la famiglia per difendere la comunità in programma per il prossimo 17 gennaio. Il sindacato in una nota, con un volo pindarico motiva la propria richiesta in quanto «organizzazione in difesa dei diritti e della libertà delle persone, uomini e donne, a prescindere dalle scelte e dagli orientamenti sessuali». «La Regione – spiega la Cgil con un altro passaggio bizzarro – è un’istituzione, e in quanto tale deve rappresentare tutte e tutti e in questo caso non è così». «Coinvolgere poi un grande evento come Expo – prosegue – vetrina internazionale dalla quale non può provenire un’immagine così retriva e di parte del nostro Paese e della nostra Regione, ci pare un fatto particolarmente grave».

Politically correct avanti tutta

Funziona così: in nome del pensiero unico indire un convegno sulla famiglia emargina i gay, è intollerante, offende i diritti e fa fare un pessima figura all’Italia. Viceversa, la retorica gay che sistematicamente attacca la scelta dei valori tradizionali ci rende un Paese civile, anzi, dimostra una bella dose di tolleranza verso chi la pensa diversamente, censurando un convegno sulla famiglia ispirato ai valori cattoliciCosì, con le chiavi della verità in tasca e con il vento in poppa del politicamente corretto, la storia prosegue con l’ingresso in campo delle truppe cammellate: il centrosinistra in Consiglio comunale di Milano ha presentato  un ordine del giorno per chiedere al sindaco Giuliano Pisapia di intervenire per fare rimuovere il logo dell’Expò dal contestato convegno Nel testo i promotori ripetono a pappagallo che «la nostra Regione», che patrocina l’iniziativa, «si presenta alla comunità internazionale come un’istituzione omofobica ed intollerante».

Pressing su Maroni

A rendere più folle ed esagerata la questione arriva la consigliera per le Pari opportunità di Renzi, Giovanna Martelli, che si accoda nel definire «fuori luogo» l’uso del logo dell’Expò per il convegno sulla famiglia. Il volo pindarico questa volta sarebbe sfuggito anche allo stesso poeta greco “titolare” degli accostamenti oscuri ed ermetici. La Martelli passa dalla nutrizione alle scelte sessuali fino all’elogio della diversità: «Il tema dell’Expo 2015 – azzarda – è quello di nutrire il pianeta, energia per la vita: il suo fine è quello di trovare nuove alleanze e nuove energie che uniscano i popoli in un’importante sfida comune. Questa forza si può sviluppare solo attraverso un attento percorso che rispetti i diritti di ciascuno, che riconosca pari opportunità e valorizzi le diversità, facendone una risorsa preziosa. Per questo motivo l’uso del logo in tale convegno non solo è puramente strumentale ma inficia anche la finalità principale dell’Expo». Sfugge la consecutio, francamente. Resta chiaro invece l’intento strumentale per fare di ogni occasione un pretesto per recriminare e fare propaganda gay. Un convegno sulla famiglia non pare un grave minaccia ai diritti individuali o al buon nome dell’Expò.