Coming out di un consigliere comunale di FI: «Mi converto all’Islam»

L‘Islam tra paura e fascinazione. E anche come reazione a certa insoddisfazione per la recente politica ecclesiastica ritenuta da taluni meno integralista di quanto dovrebbe. Almeno secondo Angelo Figuccia, consigliere comunale siciliano di Forza Italia deciso al coming out religioso che ha annunciato in un’intervista rilasciata a la Repubblica la sua recente conversione alle leggi del Corano. Una rivelazione pubblica corredata nella confessione giornalistica dalla spiegazione dei motivi che sarebbero all’origine del repentino cambio di fede. E come a mezzo stampa Figuccia ha annunciato l’abbandono della fede cristiana, sempre con un rapido annuncio mediatico il consigliere azzurro ha chiesto un incontro con l’imam di Palermo di cui, nell’intervista sul quotidiano ha detto: «so che si veste bene e sa parlare. Voglio confrontarmi».

I motivi della conversione

Un’apertura di dialogo, quella illustrata da Figuccia, maturata nella delusione vissuta a fronte delle possibili aperture del Vaticano riguardo ai dibattuti temi civili che investono unioni e famiglia tradizionale. Una plasticità, pur nell’irremovibilità di alcune posizioni ecclesiastiche, sofferta dal consigliere siciliano noto ai suoi elettori come integerrimo avversario di indefessi sostenitori delle unioni civili e nemico di manifesti omosessuali e derive sociali. Fustigatore dei costumi inneggianti alla tolleranza che, nelle dichiarazioni odierne ribadisce: «Nel credo islamico ci sono valori che la Chiesa cattolica sembra avere abbandonato». E ancora, rincarando la dose, sempre nell’intervista a Repubblica qualche passaggio dopo si legge: «Sono deluso da una Chiesa affidata a preti e vescovi pedofili. Ma come fa un cristiano a essere rappresentato da gente così?», si interroga con una punta di estrema generalizzazione l’esponente azzurro che aggiunge anche: «I musulmani credo abbiano valori più robusti, non all’acqua di rose, non mitigati dal concetto del “Dio perdona tutti”». Che siano i primi segni di un’integralismo ideologico applicato al credo religioso e al vivere quotidiano? Di sicuro potrebbero essere il sintomo di una parziale conoscenza dell’Islam a proposito del quale, autocriticamente, lo stesso consigliere siciliano ammette: «devo studiare»…