Colle, ipotesi Finocchiaro: Renzi le perdonerà lo scandalo Ikea?

Non si è ancora sciolta la neve dagli scarponi di Matteo Renzi che le polemiche sulla vacanza a Courmayer sono già archiviate. Il volo di Stato con tutti i familiari? «Sono regole imposte dai protocolli di sicurezza». Essere sottoposto a una serie di misure di sicurezza «non è una scelta, ma il rispetto delle norme che regolano il ruolo e l’incarico» di presidente del Consiglio. Peccato che la risposta, di fatto, smentisca lo stesso Renzi.

Quando Renzi tuonava contro la scorta alla Casta

Nel video dell’intervista del 17  aprile 2013 a Le Invasioni barbariche (dal minuto 6) l’allora sindaco di Firenze diceva esattamente il contrario. In occasione delle elezioni per il Quirinale, Renzi aveva pronunciato due nomi che non avrebbe mai voluto come presidente della Repubblica. Il primo, quello di Franco Marini, «già bocciato dagli elettori». Il secondo, quello della senatrice Pd Anna Finocchiaro. Motivo? Quelle imbarazzanti foto che avevano ritratto la presidente dei senatori Pd a fare la spesa all’Ikea, accompagnata dalla scorta. «Secondo me occorre dare un segnale anti-casta – aveva detto Renzi a una perplessa Daria Bignardi –  Secondo lei è normale che ci siano dei servitori dello Stato che giurano sulla Costituzione che sono costretti a passare del loro tempo con dei politici che non avrebbero bisogno dei lampeggianti e dell’autoblu?» Alla obiezione della intervistatrice: «Ma la Finocchiaro è un ex magistrato siciliano, non è un politico qualunque…» Renzi non aveva battuto ciglio, andando avanti nella sua crociata para-grillina. «La scorta va aumentata a Saviano ma non a dei politici che continuano a vivere di casta…che continuano da trent’anni a essere in Parlamento… Non si può continuare a immaginare che ci sia un mondo della realtà e uno dei politici».

La partita si riapre per la Finocchiaro

Inutile dire che la risposta della Finocchiaro allora sull’argomento della scorta era stata identica a quella fornita oggi da Renzi sul suo volo di Stato: «Come ho già avuto modo di affermare – aveva replicato la presidente della commissione Affari Costituzionale del Senato in una nota ufficiale – è il ministero degli Interni che mi ha obbligato ad essere accompagnata dalla scorta». A questo punto, indirettamente, il volo di Stato di Renzi, rende spendibile il nome della Finocchiaro per il Quirinale e la mette di nuovo in corsa. Come farà il premier a dire no a chi sostiene di essere «costretto ad andare in giro con la scorta», esattamente come lui?