Coca e fumo sulle piste. Così sciare diventa uno sport troppo pericoloso

Sciare è uno sport pericoloso? Di certo non lo è più degli altri se si osservano le regole e se si è prudenti anche se la fatalità è sempre in agguato. Diventa rischioso quando chi arriva in pista contro ogni buon senso si è fatto uno spinello o ha fatto una sniffatina di cocaina. Condotte scriteriate che mettono in pericolo l’incolumità dei tanti giovani presenti sulle piste. Un fenomeno che puntualmente si ripropone in ogni nuova stagione sciistica e che ha allertato i carabinieri. E puntualmente i risultati ci sono stati. In Val Gardena i militari dell’Arma hanno fermato sei turisti italiani colti sul fatto mentre fumavano spinelli sulle piste da sci. Tra loro quattro giovani toscani, che in una perquisizione delle loro stanze d’albergo sono stati inoltre trovati in possesso di piccoli quantitativi di hashish, marijuana e cocaina. Gli altri due denunciati sono un giovane romano ed un altro proveniente dalla Lombardia. E analoga situazione era accaduta a ottobre in Val Senales.

Il bilancio dei morti

Circa trenta morti l’anno e tante distorsioni, contusioni, lussazioni e fratture: questo il “bollettino” che ogni anno si registra sulle nostre piste da sci. Se i decessi sono riconducibili a malori, gli infortuni più frequenti a cui vanno incontri gli sciatori e gli appassionati dello snowboard sono spesso causati da un atteggiamento spericolato e indisciplinato sulle piste, soprattutto da parte dei maschi. È la fotografia scattata da un rapporto dell’Istituto superiore di sanità sugli incidenti sulle piste da sci a dicembre , le lesioni e la mortalità, pubblicato sul sito web dell’Istituto. A perdere la vita sulle piste sono soprattutto i maschi che in genere hanno un comportamento più spavaldo delle donne. Se poi si aggiungono condotte irresponsabili, il conto è subito fatto.