Il centrodestra ritrovi se stesso e ricordi che Mattarella portò fortuna

L’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica ha presentato un quadro sconfortante del centrodestra italiano. Forza Italia ufficialmente ha votato scheda bianca dopo una lunga trattativa con Matteo Renzi per trovare un candidato comune. Lega e Fratelli d’Italia non hanno mai trattato, si sono posti da subito come opposizione ed hanno puntato su Vittorio Feltri come candidato di bandiera. I gruppi centristi di Area popolare, dove sono confluiti i parlamentari di Nuovo centrodestra e Udc, hanno invece prima trattato, poi rotto annunciando che non avrebbero votato Mattarella e infine si sono piegati a Renzi contribuendo all’elezione del nuovo inquilino del Quirinale.E’ evidente che se il centrodestra resta così confuso e diviso il renzismo non troverà ostacoli alla conquista di ogni istituzione del paese.

Il centrodestra è figlio del Mattarellum

A ben vedere, però, la persona di Mattarella ha già portato fortuna al centrodestra, permettendogli addirittura di vedere la luce nel 1994. Fu la legge elettorale maggioritaria e bipolare che porta il suo nome, il noto Mattarellum, a spianare la strada alla costruzione della coalizione che vinse nel 1994 e 2001 grazie a quelle regole. Allora a destra si era convinti che i collegi maggioritari avrebbero favorito Pds e Ppi, schiacciando il resto in un angolo. Invece il Mattarellum fu la vera rivoluzione della politica italiana. Grazie alla logica dei collegi maggioritari sparsi sul territorio prese forma l’alleanza tra Forza Italia, il Msi che si stava evolvendo in Alleanza Nazionale, il Ccd di Pierferdinando Casini e Clemente Mastella e, seppur con qualche distinguo, la Lega Nord di Umberto Bossi.

Serve un percorso comune del centrodestra

Se il Mattarellum si trasformò da problema in trampolino del successo del centrodestra bisogna sperare che lo stesso accada adesso e che l’elezione del nuovo presidente della Repubblica rappresenti uno spartiacque, imponendo alle forze politiche non di sinistra un percorso comune. Forza Italia adesso sa bene che non può fidarsi di Renzi e del Patto del Nazareno, Alfano e Casini sanno bene che il loro destino non può essere fare la stampella di Renzi, Lega e Fratelli d’Italia sanno bene che la ridotta identitaria rischia di portare all’isolamento. Tali consapevolezze dovrebbero imporre un percorso comune che ormai non può tardare, anche perché a leggere l’Italicum e gli ultimi sondaggi è ipotizzabile che se il centrodestra tornasse unito e in grado di scegliere un leader fresco e condiviso sarebbe in grado di vincere le prossime elezioni. E’ questa la vera sfida che l’elezione di Mattarella offre e impone ai partiti di centrodestra e chissà che tale evento, a caldo visto come un problema, non diventi un fortunato momento di svolta, come accadde nel 1994 con l’approvazione del Mattarellum.