Centrodestra affollato: Passera fonda il partito Italia Unica

Ogni tanto torna a farsi sentire, Corrado Passera, e a dire di essere pronto per scendere in campo con la sua Italia Unica. Ora parla dalle colonne del Giornale, al quale ha rilasciato una lunga intervista e annunciato una data: il 31 gennaio. Quel giorno si svolgerà l’assemblea fondativa del nuovo partito che, nelle sue parole, starà nell’«area liberale», non cercherà alleanze, non sarà un partito del leader.

Dalla Cosa Bianca a «il centro non esiste»

Passera punta al centrodestra e poco importa se nelle sue uscite pubbliche precedenti era sembrato che potesse volersi collocare al centro. «Centrista? Se lo dimentichi. Il centro non esiste», ha risposto all’intervistatore, aggiungendo che partecipazioni ad eventi come quello di Todi, in cui si parlò di Cosa bianca, erano un modo per «far partecipare il mondo cattolico, che si è dimostrato troppo allargato per restare unito».

In una logica bipolare

Per Passera «le democrazie moderne hanno due forze alternative a vocazione maggioritaria che rappresentano da una parte il mondo liberale e popolare e dall’altra quello socialista. Guai a pensare al terzo polo», avverte l’ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Monti. Dunque, il manager affascinato dalla politica ragiona su un sistema politico chiaramente bipolare e colloca il suo partito nel centrodestra.

Il no alle alleanze

Ma davvero serviva una nuova sigla? Nella visione di Passera, sì, perché «non è ragionevole pensare» che uno dei partiti di centrodestra già esistenti possa «diventare partito maggioritario». D’altra parte, fa notare il cronista, «è difficile pensare anche che Italia Unica diventi maggioritario», ma Passera esclude anche la possibilità di alleanze perché – sostiene – i cartelli elettorali, «con classi dirigenti che si odiano e programmi incompatibili», finiscono «in niente» o, peggio, «in una spartizione delle cariche».

L’ambizione di essere alternativo

Dunque, Italia Unica punterà alle prossime elezioni, ma non parteciperà alle regionali perché «le regioni andrebbero cancellate». Pronta invece, «dove ci sono i presupposti», per le comunali e, soprattutto, per le politiche, dove l’ambizioso progetto dell’ex ministro è essere «chiarissimamente alternativi a Renzi e Salvini», visto che – sostiene Passera – «i partiti di centrodestra di fatto appoggiano Renzi».