Castellani (FareFuturo): per svegliare il Centrodestra ora serve più coraggio

Qualcosa si sta muovendo, entro sei mesi il centrodestra cambierà pelle.  Ne è convinto Lorenzo Castellani, venticinque anni, collaboratore di formiche.net  e de La Cosa Blu, ideatore dell’evento “Sveglia il centrodestra!”  promosso dalla Fondazione FareFuturo che lo scorso 10 gennaio ha riunito a Roma gli enfant prodige (e terrible) del centrodestra orfano del Pdl: Giorgia Meloni, Raffaele Fitto e Flavio Tosi. Un sasso lanciato nello stagno per tentare la ricomposizione del centrodestra e l’avvio di una nuova stagione di opposizione al governo Renzi. Obiettivo: ripartire da zero archiviando i vecchi riti della politica che hanno allontanato gli elettori e portato all’implosione.

Come nasce l’idea di “Sveglia il centrodestra”, ribattezzato dalla stampa la Leopolda azzurra?

Dopo mesi di discussioni e riflessioni anche sul web intorno al pericolo di un centrodestra diviso e sempre più pulviscolare  (paura che si è concretizzata con l’insuccesso clamoroso alle europee), abbiamo voluto dare un segnale di ripartenza dando voce anche a decine di amministratori locali  che sul territorio chiedono un cambio di passo. Ne è seguito un tam tam on line che ha prodotto il primo evento a Milano, lo scorso ottobre.

 Soddisfatto dell’appuntamento romano?

Senza dubbio: è stata un’occasione importante. Le nostre iniziative vogliono anche mettere in chiaro un mondo sommerso che viaggia attraverso giornali on line, blog, think thank per dare una risposta al vuoto intellettuale del centrodestra di questa stagione. Ai tre relatori do un ottimo voto, temevo qualche attrito sui contenuti più spinosi viste le diverse provenienze e invece hanno prevalso gli argomenti comuni su fiscalità, lavoro e politica estera.

Quali saranno i prossimi passi?

Per ora i tre protagonisti sono allo studio reciproco, alle manovre di avvicinamento. Come costruzione politica, però, serve  più coraggio. Credo che solo attraverso le primarie, giudicate centrali da Meloni, Fitto e Tosi, si possa costruire un nuovo percorso  e una nuova leadership. Ma questo difficilmente potrà avvenire al buio senza conoscere la nuova legge elettorale e le regole del gioco.

Ricomposizione generazionale contro la vecchia nomenclatura. Federazione? Cartello elettorale? Partito trasversale?

È presto per dirlo. Francamente non credo che Tosi uscirà dalla sua Lega, di cui rappresenta l’espressione più liberale e dialogante. Più probabile, invece, che Raffaele Fitto possa lasciare  Forza Italia che, a mio parere, è destinata nel giro di poco tempo alla marginalità. Ma ripeto,  molto dipenderà dalle regole elettorali, dalla composizione delle coalizione e dal premio di maggioranza. Noi comunque non smetteremo di fare pressing.