Campidoglio, sulle unioni civili proteste e scontri in aula

Bagarre nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio all’annuncio della proposta di proseguire la seduta ad oltranza fino al voto della delibera sulle unioni civili. Una consigliera del Nuovo centrodestra ha portato sullo scranno della presidenza un cartello con su scritto “Maschio e femmina li creò” e un gruppo di oppositori al registro hanno tentato di entrare nell’area riservata ai consiglieri facendo a spintoni con vigili. Un gruppo di ragazzi ha scavalcato la transenna per esporre uno striscione, bloccati anche loro fisicamente dagli agenti.

Contestazione con striscioni e cartelli

La bagarre è cominciata quando un gruppetto di tre-quattro ragazzi ha tentato di aprire uno striscione contro le unioni gay, entrando nell’emiciclo dei consiglieri. Il gruppetto è stato bloccato dai vigili e poi si è allontanato dall’aula. Nel frattempo, nei banchi del pubblico, tra urla, qualche spintone e fischi si sono fronteggiati i manifestanti pro e contro unioni civili al grido di “fascisti” da un lato e “vergogna” dall’altro. La presidente dell’Assemblea capitolina Valeria Baglio più volte ha richiamato all’ordine dicendo anche che l’aula “Non è uno stadio!”. Tre consiglieri di opposizione Mennuni (Ncd), Fabrizio Ghera (Fdi) e Dario Rossin (FI) sono andati tra i manifestanti che stavano nello spazio riservato al pubblico per esporre un cartello contro le unioni civili. Rossin ha protestato contro la conduzione dell’aula da parte della presidente Baglio: “In occasione delle proteste di alcuni attivisti contrari alla delibera, sono intervenuto per sedare gli animi ma sono stato apostrofato con il gesto del dito medio, offeso, ingiuriato e minacciato dal pubblico pro delibera presente in aula”.

L’esame prosegue a oltranza

L’assemblea ha deciso di proseguire a oltranza l’esame della delibera per approvarla già oggi. Ma non è escluso che l’ok possa arrivare invece domani, anche perché il Movimento cinque stelle, tra i promotori del provvedimento, è contrario a proseguire oggi i lavori. “Non eravamo d’accordo ad andare ad oltranza, dopo un anno e mezzo di attesa si poteva votare domattina come già deciso in capigruppo – spiega Virginia Raggi, pentastellata che ha firmato la delibera -. Hanno voluto solo esasperare gli animi. Se si voterà però voteremo a favore”.