Scovati i due terroristi islamici: sparatoria e presa di ostaggi

Una violenta sparatoria (con due feriti), un inseguimento di autoostaggi in casa: tutto questo è avvenuto sulla strada nazionale 2, ad una settantina di chilometri a nord di Parigi, proprio la zona in cui si sono concentrate le ricerche di Cherif e Said Kouachi, i due terroristi islamici responsabili della strage di Charlie Hebdo. Stavolta sembra proprio che le forze dell’ordine francesi abbiano trovato i due fuggiaschi. Nella cittadina di Dammartin-en-Goele, quella della violenta sparatoria, alcune persone si sono barricate nella sede di un’azienda con degli ostaggi. Le forze di polizia hanno dato istruzioni agli abitanti della cittadina, nel dipartimento della Seine-et-Marne, di chiudersi in casa e di stare lontani dalle finestre. Sul luogo della sparatoria, che è poco più vicina a Parigi dei luoghi su cui si erano concentrate le ricerche dei due fratelli Kouachi, sono arrivati cinque elicotteri della polizia francese e altri mezzi delle forze dell’ordine. Le teste di cuoio «si stanno recando sul posto, le operazioni sono in corso e verranno condotte nei prossimi minuti e ore», ha detto il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve. I due fratelli erano stati avvistati proprio dagli elicotteri della polizia tra i boschi a nord-est di Parigi, già setacciati tutto il giorno prima dalle teste di cuoio.

Inquietanti interrogativi

Restano, inquietanti, diversi interrogativi. Said e Cherif Kouachi erano noti ai servizi segreti francesi e a quelli americani. Allora perché sono riusciti a godere di tanta libertà di azione? Naturalmente è facile parlare a posteriori: se ogni sospetto fosse attenzionato nel dettaglio, le forze dell’ordine sarebbero impegnate solo in questa attività. E poi, come fanno notare alcuni, i due – scrive il sito Blitz Quotidiano – dopo essere finiti all’attenzione dell’antiterrorismo francese, avevano optato per un “buen retiro” a Reims per provare a farsi dimenticare. Elena Masuelli sulla Stampa ricorda però che i precedenti dei fratelli Kouachi potevano lasciar intendere quelle che avrebbero potuto essere, se non le loro intenzioni, almeno le loro inclinazioni: “I due fratelli ricercati erano noti all’intelligence per aver partecipato alla jihad. Said Kouachi, nel 2011 si era recato in Yemen settimanalmente per addestrarsi con i militanti di al-Qaeda nella penisola arabica (Aqap), Cherif Kouachi era stato in carcere per 18 mesi per avere provato a recarsi in Iraq 10 ani fa per combattere con una cellula islamista. Entrambi conosciuti come piccoli delinquenti, lo scorso anno erano stati in Siria. Dagli Usa rimbalza la notizia che entrambi fossero da tempo nella lista delle persone bandite dai voli civili. Gli interrogativi sulla libertà di azione di cui hanno potuto godere in effetti si rincorrono. Come pure sullo strano smarrimento delle loro carte d’identità nell’auto della fuga”.