Boschi prova a fare la “grande tessitrice”, ma non ci riesce

Maria Elena Boschi, ministra renziana per antonomasia, è stata definita la “grande tessitrice” delle votazioni per il Colle nell’aula della Camera. Ma non è tutto oro quello che luccica: i risultati ottenuti non corrispondono del tutto, infatti, a questa nuova immagine che le è stata cucita addosso. Boschi, a capo del dicastero dei Rapporti con il Parlamento, è stata attiva al centro dell’emiciclo di Montecitorio per una serie di faccia a faccia con esponenti di maggioranza ed opposizione. Un lungo scambio di opinioni, durato circa cinque minuti, è stato quello con Enrico Costa di Ncd.

Il niet di Sacconi

Ma la conversazione più lunga l’ha avuta con Maurizio Sacconi  con il quale ha avuto un colloquio piuttosto serrato anche se dai toni pacati durato circa venti minuti. Oggetto dell’incontro l’appoggio del Ncd al Pd sul nome di Sergio Mattarella. Ma la negoziazione della giovane ministra non ha portato alcun risultato. Sacconi ha, infatti, escluso il voto del partito di Alfano a Matterella: «Non lo voteremo». A chi gli ha chiesto se entreranno in aula, Sacconi ha replicato: «Questa è una valutazione tecnica che faremo. Quello che conta è che non votiamo. Credo che parteciperemo con la scheda bianca».

Bella sì, ma anche brava?

La giovane ministra che da ragazza faceva la Madonna nel presepe vivente del suo paese indubbiamente ha catalizzato, da quando è arrivata a Palazzo Chigi, l’attenzione dei giornali italiani più per la sua bellezza che per le sue capacità politiche. E gli errori di diplomazia non sono mancati. Qualche giorno ha rivendicato  l’approvazione della riforma elettorale al Senato osservando: «Al Senato siamo autosufficienti» e provocando la dura reazione di Forza Italia. Le ha replicato l’azzurro Maurizio Gasparri: «La signora Boschi dimostra ancora una volta la sua incompetenza dichiarando in tv che la legge elettorale è stata approvata al Senato con una maggioranza di governo autosufficiente. Forza Italia è decisiva. Adesso siamo stati determinanti per varare la legge elettorale.

Botta e risposta con Brunetta

La ministra ha cercato di metterci una pezza e mentre si votava per la seconda votazione alla Camera ha detto: «Mi auguro ci sia la possibilità di ricucire i rapporti con Forza Italia, forse già sabato in aula», ma comunque «avremo modo di ricucire, c’è tanto lavoro da fare». E poi ancora: «La legge elettorale l’abbiamo fatta con loro, non è che ce la siamo scritti da soli. Forza Italia ha dato un contributo importante. L’elezione di un presidente di garanzia come Mattarella, di un garante della Costituzione, ci dà la prospettiva di arrivare al 2018». Poi, parlando con i giornalisti alla Camera e rispondendo all’ipotesi di voto anticipato ipotizzato da alcuni esponenti di FI come il capogruppo Renato Brunetta ha sottolineato: «Mi sembra che non sia la prima volta che Brunetta sbaglia una previsione. Mi auguro sbagli anche questa volta e comunque a livello istituzionale è tutto nelle mani del presidente della Repubblica ma a livello politico la prospettiva è il 2018». Immediata la replica di Brunetta: «La giovane Boschi è abbonata agli errori. Troppo inesperta, troppo renziana. Le forzature continue, le porte in faccia, le richieste d’aiuto, che hanno caratterizzato lei e il suo Renzi non giustificano tanta arroganza. Le elezioni le sta provocando Renzi con le sue maggioranze variabili. Girare la frittata non solo è ridicolo, ma sa tanto di cattiva politica».