Berlusconi, la procura dice no alla liberazione anticipata

Niente liberazione anticipata per Silvio Berlusconi. È il parere dell’ufficio esecuzione della procura di Milano, in merito alla domanda avanzata dai legali del Cav nell’ambito dell’affidamento di un anno ai servizi sociali per il caso Mediaset. L’ultima parola sullo “sconto” spetta comunque al giudice di sorveglianza, per il quale il parere dell’ufficio della procura di Milano non è vincolante.

 La richiesta di Berlusconi

Berlusconi aveva avanzato la richiesta il 7 gennaio. In una relazione di tre pagine e mezza era stata illustrata la «evoluzione positiva» della personalità dell’ex presidente del Consiglio, avvenuta grazie al progetto rieducativo di volontariato messo in pratica all’Istituto Sacra Famiglia. Il leader azzurro «ha accolto con entusiasmo uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani», vi era scritto.

L’incontro in procura

Il deposito della richiesta era avvenuto ben oltre la scadenza del primo semestre, dopo la quale un condannato ha il diritto di chiedere di accorciare i tempi dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Poi la richiesta era stata trasmessa al dirigente dell’Uepe -l’ufficio esecuzione penale esterna, appunto – per quel parere arrivato oggi. Poco più di una settimana fa, Berlusconi aveva avuto negli uffici dell’Uepe un colloquio programmato, «una visita normale che faccio qui ogni quindici giorni», aveva spiegato lui stesso.