Attacco islamico alla Francia, la profezia di Houellebecq

I terroristi islamici che hanno colpito Charlie Hebdo hanno voluto intimidire, non solo la satira, ma l’intera cultura francese. La data scelta per il massacro non è  casuale: il 7 gennaio è infatti il giorno di uscita dell’ultimo libro di Michel Houellebecq, Sottomissione, che sta sta già scuotendo l’opinione pubblica transalpina perché “profetizza” l’avvento di una Francia islamizzata già nel 2022. E proprio a Houellebecq il giornale satirico ha dedicato, nel suo ultimo numero, un articolo e la copertina con una vignetta che ritrae lo scrittore vestito da mago e il titolo: “Le previsioni del mago Houellebecq”. Non a caso giunge da Parigi la notizia che è stata rafforzata la sicurezza nella sede della casa editrice che pubblica Sottomissione, la Flammarion.

Intellighenzia in fermento

Il libro ha mobilitato, già dai giorni scorsi, l’intellighezia francese. Come ha scritto Emmanuelle Carriere, Houellebecq ha il merito di essere l’unico a parlare di un problema che esiste ma che molti intellettuali sembrano ignorare. Non solo: per Carriere quella di Houllebecq è una posizione politicamente e sociologicamente «ragionevole». L’Occidente si arrende per così dire dolcemente all’Islam, sfinito da secoli di razionalità e illuminismo eccessivamente responsabilizzanti. Nell’acceso dibattito intellettuale francese sul libro e sullo scrittore, non è l’unica recensione positiva incassata da Houellebecq: un altro intellettuale “politicamente corrett”, Michel Onfray ,  ha parlato di Europa come “Continente morto” che volontieri si consegna all’Islam dopo averlo fatto con i mercati. E dunque, per Sottomissione, di uno scenario assolutamente plausibile.

Le Pen: «Dalla fiction alla realtà possibile»

Le tesi sostenute in Sottomissione (che uscirà in Italia 15 gennaio) hanno fatto dscutere anche la politica transalpina, al massimo livello. Il presidente  Hollande ha detto che leggerà il libro non appena possibile. Nel frattempo ha osservato che la tentazione di denunciare «la decadenza, il declino, di esternare pessimismo e dubitare di se stessi» è una costante di molta letteratura, non solo di questo secolo. «Ciascun autore è libero di esprimere quello in cui crede. Il mio compito, invece, è invitare i francesi a non cedere alla paura, all’angoscia». Perché nel Paese ci sono «forze positive» capaci di porre rimedio alle situazioni incerte e di migliorare le condizioni generali. Di parere radicalmente opposto la leader del Fronte Nazionale, Marine Le Pen, tra i personaggi del romanzo stesso: «Sottomissione è un libro interessante. È fiction ma potrebbe diventare realtà. Il patto pro Islam tra socialisti e repubblicani, in opposizione alla nostra destra, si può già osservare a livello comunale o regionale».