Arrivare tardi in ufficio? Fa bene al lavoro. Ora lo dice il medico

Abbasso il lavoro di prima mattina. D’ora in poi potrete dirlo senza paura di essere presi per lavativi. Potrete anzi spiegare, dati scientifici alla mano, che lo fate per dedizione al lavoro, per migliorare l’attenzione e le performance, oltre che per evitare il sovraccarico del servizio sanitario nazionale, visto che notoriamente la mancanza di sonno ha ripercussioni sulla salute.

Una ricerca medica made in Usa

Nessuno potrà più guardarvi con scetticismo o sussiego, la fonte di queste considerazioni è delle più autorevoli: uno studio della University of Pennsylvania Perelman School of Medicine, pubblicato a firma del dottor Mathias Basner sulla rivista scientifica Sleep. Lo studio, ripreso in Italia anche dal sito medico “Dica 33”, è il risultato di una ricerca condotta dal 2003 al 2011 su circa 125mila americani dai 15 anni in su. Ne è emerso che il lavoro di mattina e il tragitto per raggiungerlo sono «i principali ladri di sonno» e che posticipare la “timbratura del cartellino” o per lo meno renderla più flessibile può portare indubbi vantaggi al lavoratore e alla sua azienda.

Lo ordina il medico

Secondo la ricerca, il rapporto tra ore di sonno e orario di lavoro è strettamente collegato: chi deve iniziare a lavorare presto, alle 6 o anche prima, dorme in media sei ore; chi può iniziare con più calma, alle 9 o dopo, dorme mediamente sette ore e mezza. Le conseguenze negative della perdita di sonno sono le più disparate, dalla minore produttività professionale all’aumento di peso, legato a una alterazione dei livelli di zucchero nel sangue. Per questo, secondo il dottor Basner, bisognerebbe «posticipare l’orario di inizio delle attività lavorative e delle lezioni a scuola o puntare su orari di lavoro più flessibili e, per quanto possibile, ridurre al massimo le distanze tra casa e ufficio». In fondo, è il medico che lo ordina.