Allarme Expo, la mappa delle sigle violente: il collante è l’antifascismo

Anarchici, anticapitalisti, centri sociali. La galassia dell’ultrasinistra antagonista che si prepara a dare battaglia nella giornata inaugurale dell’Expo, il primo maggio, è variegata, ma ha un collante comune: l’antifascismo. A rivelarlo sono stati gli 007 italiani in un rapporto riservato di cui ha dato notizia Repubblica, tracciando anche una mappatura delle diverse sigle, così aggressive da far parlare la nostra intelligence di «capacità di interdizione e di danneggiamento» dieci volte superiore rispetto al G8 di Genova.

Ecco quali sono le sigle più pericolose

Antifa: è un collettivo internazionale. Rappresenta il collante fra tutte le sigle dell’antagonismo che, pur portando avanti istanze diverse, si riconoscono nel richiamo dell’antifascismo.

Blockupy: è un movimento nato a Francoforte in opposizione alla Bce e al potere finanziario che incarna. Si estende a livello internazionale, raggruppando le sigle che si oppongono alla «oligarchia finanziaria»

D 19 – 20: nasce a Bruxelles contro le politiche economiche dell’Ue e, in particolare, contro la scelta dell’austerity. Anche questa sigla ha acquisito portata internazionale e raduna tutti i gruppi che fanno della disoccupazione e della cessione di sovranità il proprio terreno di battaglia.

Centri sociali: è la rete italiana dell’ultrasinistra, a Milano ha un forte radicamento. Nel giorno dell’inaugurazione dell’Expo potrebbe organizzare il suo tradizionale corteo del primo maggio, la Mayday parade, per poi unirsi al corteo internazionale.

Federazione anarchica informale: la Fai è considerata la più pericolosa aggregazione italiana. Punto di riferimento per tutta l’area dell’ultrasinistra, è anche l’organizzazione che ha provocato l’escalation violenta nelle proteste No Tav.

Il magma dei Black bloc: il perimetro dei suoi aderenti è più difficile da delimitare, per gli inquirenti raduna i più violenti tra i violenti a livello internazionale. Fra questi vengono indicati i casseur francesi, contrari alle grandi opere come i nostri No Tav, il movimento anti-autoritario greco, gli elementi più radicali degli indignati spagnoli, i gruppi inglesi e scandinavi più violenti.