Alfano: indaghiamo sul pakistano ma non c’è un’ipotesi terroristica

«Sono in corso accertamenti» sul cittadino pakistano fermato domenica a Fiumicino col passaporto falso su un volo Roma-Londra e «non è il caso di sbilanciarsi su ipotesi che possano creare allarme». Lo ha detto il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, al programma La telefonata di Belpietro su Canale5. «E’ ancora prematuro – ha aggiunto – dire se si tratta di violazione delle regole di cittadinanza o immigrazione o ben altro. Ne sapremo di più nelle prossime ore».

Gli investigatori vogliono accertare la sua identità e le sue intenzioni

Secondo quanto riportano alcuni quotidiani infatti, l’uomo era già a bordo dell’aereo Easyjet in partenza da Roma Fiumicino per Londra alle 12.35 quando, a pochi minuti dal decollo, sono scattati ulteriori controlli sul documento che l’uomo aveva esibito all’imbarco. Si è scoperto così che il passaporto pakistano presentato dal passeggero era falso. Lo straniero è ora in stato di fermo. Sono in corso indagini da parte della polizia che dovrà accertare la sua identità e soprattutto le sue intenzioni.

«Approvare la normativa Ue sul “Passenger name record”»

«Una Procura nazionale antiterrorismo può essere utile se lavora in squadra con le Procure distrettuali, ma non bisogna dimenticare che gran parte del lavoro su questo tema avviene a livello di intelligence e di informazioni preventive, non nei tribunali», ha proseguito Alfano, che ha poi ribadito l’importanza di approvare la direttiva europea sul Passenger name record, con la registrazione delle liste passeggeri sui voli Ue. «Si rinuncia a un pezzo di privacy – ha spiegato – in cambio di un pezzo di sicurezza in più». Infine il ministro dell’Interno ha sottolineato l’efficacia «dello scambio di informazioni tra i Paesi sul terrorismo. Proprio per questo negli ultimi giorni sono stato in Albania, in Turchia e in Spagna».