Aggredita, umiliata ma non vinta: il coraggio di Alice diventa contagioso

Parole coraggiose, quelle di Alice. Parole che colpiscono e fanno riflettere. «Una cosa che vorrei dire sul bullismo è che questa gente dimostra solo vigliaccheria nel presentarsi in gruppo per affrontare un solo individuo; così facendo dimostrano solo di aver paura». È in una lettera affidata al Corriere della Sera che una ragazza di 14 anni di Vigevano, aggredita la settimana scorsa da tre sedicenni che le hanno procurato ferite giudicate guaribili in dieci giorni, affida le sue riflessioni.

La ricostruzione di Alice

La ragazza, che si firma Alice, ricostruisce così la vicenda che l’ha vista vittima del bullismo: «Quello che mi è successo a scuola non me lo aspettavo. Una delle tre ragazze che mi hanno aggredita la conoscevo e mi aveva preso di mira da un po’, ma non pensavo che sarebbe arrivata a tanto. Forse ce l’aveva con me perché anche se frequento la prima classe sono stata scelta per un progetto e lei no ed è più grande di due anni. Ma è una cosa che penso io, non sono sicura. Quel giorno mi stavano aspettando fuori da scuola all’uscita. Una faceva il palo, mentre le altre a turno mi tiravano calci. Fortunatamente i miei compagni erano lì e più di una volta hanno provato a dividerci, anche se le tre ragazze hanno continuato a picchiarmi».

I consigli della ragazza

Alice suggerisce «a tutti quei ragazzi e bambini che vengono picchiati dai bulli di sentirsi liberi di raccontare ai genitori quello che gli succede o comunque di parlare con un adulto di cui possono veramente fidarsi. È inutile nascondersi – scrive – perché nel bene e nel male le cose si vengono a sapere lo stesso! Bisogna parlare soprattutto se è una situazione come la mia o come quella di tante altre persone, ma alle vittime dico: è bene farvi aiutare perché mi sembra inutile che gli altri vi rovinino la vita per niente, sono persone che non si meritano né la vostra attenzione né la vostra fiducia, ma soprattutto non si meritano il vostro rispetto e la vostra amicizia».

Le parole della Gelmini

Dopo la lettera di Alice, Mariastella Gelmini, madre ed esponente di Forza Italia ha postato questo messaggio su Facebook: «Brava Alice! Sei una ragazza coraggiosa e la tua voglia di vivere la tua esperienza coi “grandi”, a testa alta, è la scelta giusta. Perché la voglia di condividere la tua esperienza è la carta giusta da giocare. I “grandi”, come nel caso dei tuoi genitori, sono l’alleato giusto per affrontare i problemi di tutti i giorni, anche quelli spiacevoli. Non è sempre così. Però. Troppo spesso i grandi sono lontani dai problemi e dalla vita dei ragazzi. In fondo anche quelle tre ragazze violente sono, senza però volerle giustificare, vittime della disattenzione dei grandi. Ma assicurare una vita felice ai ragazzi deve essere l’impegno di tutti i grandi, siano genitori o persone impegnate nella vita civile. Perché la vita dei più giovani è sacra. Ce ne ricordiamo solo quando soffrono, o nei paesi che sembrano così lontani ma in realtà sono vicini, altri ragazzi vengono armati per uccidere uomini inermi o usati come bombe per fare altre stragi. Non è un paradosso, in gioco c’è il ruolo degli adulti e della nostra civiltà. Ma, per ora, auguri Alice per il tuo ritorno a scuola. Auguri anche come futura strepitosa pasticcera».