Acca Larenzia, tutti gli appuntamenti. Il Comune manda una corona

L’anno scorso Ignazio Marino pensò di potersela cavare con un tweet. «La violenza politica non ha diritto di cittadinanza nella città dell’accoglienza», scrisse in occasione dell’anniversario della strage di Acca Larenzia, avvenuta il 7 gennaio 1978, quando davanti alla sezione del Msi furono uccisi prima Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta e poi Stefano Recchioni.

Quella scusa per non ricordare

I testimoni raccontarono di un ufficiale dei carabinieri, individuato in Edoardo Sivori, che prese la mira e sparò ad altezza uomo, colpendo Recchioni. Una pentita, invece, indicò in alcuni esponenti di Lotta Continua gli autori del primo attentato. In fase processuale, però, nessuno di quanti erano stati indicati come colpevoli fu condannato. Proprio in riferimento a queste ricostruzioni non ufficiali, alcuni anni fa la targa commemorativa che parlava genericamente di «vittime della violenza politica» fu “sostituita” con la dicitura «vittime dell’odio comunista e dei servi dello Stato». Proprio a questa circostanza si appellò Marino per giustificare il fatto che il Campidoglio non aveva inviato neanche un fiore. «Il sindaco di Roma – fu spiegato in una nota – non può deporre corone presso una targa che riporta frasi offensive nei confronti dei rappresentanti delle forze dell’ordine definiti “servi dello Stato”».

Roma torna indietro

Quest’anno, a quanto spiega l’ufficio stampa del Comune, invece, almeno un fiore dovrebbe esserci: alle 8.30 una «squadra d’onore» deporrà la corona. Da chi sarà composta la squadra? Neanche in Campidoglio lo sanno spiegare con esattezza: «vigili, cerimoniale…». Qualche membro della giunta, qualche eletto della maggioranza? Che sappia l’ufficio stampa a un giorno e mezzo dalla ricorrenza, no. Se si considerano i riconoscimenti che Walter Veltroni e Gianni Alemanno vollero tributare a Bigonzetti, Ciavatta e Recchioni e a quel drammatico pezzo di memoria cittadina e nazionale che il loro assassinio rappresenta, Roma dall’anno scorso si trova ripiombata indietro di quasi un decennio. E a fare i conti con il fatto che il pieno ricordo dei tre militanti del Msi torna affidato al variegato popolo che ha raccolto l’eredità ideale del loro sacrificio.

Fratelli d’Italia a Villa Glori

Fratelli d’Italia si ritroverà alle 18 a Villa Glori, al Parco romano della Rimembranza, per una cerimonia simbolica che va avanti dai tempi di An: una fiaccolata al termine della quale tutti i partecipanti gettano una manciata di terra fresca sulle radici di un albero dedicato alla memoria delle vittime di Acca Larentia.

CasaPound sul luogo della strage

Saranno sul luogo della strage, invece, i militanti di CasaPound Italia: come ogni anno partiranno tutti insieme dalla loro sede di via Napoleone III, raggiungeranno quella che fu la sezione del Msi in metropolitana e poi svolgeranno il tradizionale “Presente”.

Gli ex di Avanguardia Nazionale al Foro Italico

Appuntamento al Foro Italico, come si legge in un annuncio su Facebook, per «una delegazione di ex militanti di Avanguardia Nazionale». A comunicare la decisione di spostarsi sotto l’obelisco, per evitare «contrasti e rivalità», è stato Vincenzo Nardulli, «storico leader degli avanguardisti pugliesi nella roccaforte nera di Mola di Bari e stretto collaboratore di Stefano Delle Chiaie», come ha ricordato sul suo blog Ugo Maria Tassinari, rilanciando la notizia.