Zingari all’assalto dei distributori con armi da guerra: 8 arresti

Utilizzavano trattori, ruspe, potenti fuoristrada. E andavano così all’assalto, come fossero nel Far west, dei distributori di benzina lombardi. La banda guidata dallo zingaro Romeo Cudorovich e composta da otto zingari stanziali del campo rom di via Negrotto, è stata, alla fine, sgominata e i suoi componenti catturati dai carabinieri di Varese: per assaltare le colonnine dei distributori di carburante non esitavano a servirsi di armi, persino da guerra. I militari sono certi, sono loro gli autori di numerosi furti aggravati. Per abbattere le colonnine si servivano, appunto, di trattori, autocarri o ruspe rubati nelle vicinanze, poi le caricavano su auto di grossa cilindrata anch’esse rubate o con targhe clonate.
Le ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli arrestati che risiedono fra la Lombardia e l’Astigiano, sono state eseguite dai Carabinieri del Reparto Operativo di Varese assistiti nella caccia alla banda da un elicottero del Nucleo di Orio al Serio.

Giallo sul nome del rappresentante dei Rom in Comune

Gli arresti, disposti dal gip di Busto Arsizio, con le accuse sono di concorso in rapina, in furti aggravati, porto abusivo di armi e altro, concludono l’indagine avviata dal Nucleo investigativo di Varese nel novembre del 2013 e coordinata dal pm Nadia Alessandra Calcaterra, su tutta una serie di colpi commessi nelle province di Varese, Milano, Bergamo e Pavia dal novembre 2013 al novembre 2014.
Il gruppo agiva sempre di notte con automezzi di grosse dimensioni – anche ruspe, in alcune occasioni – con cui abbattevano gli accettatori di banconote che venivano immediatamente caricati su potenti fuori strada o “station wagon” per poi essere aperti successivamente e svuotati dei contanti.
Ed è giallo sul nome del capo del gruppo. Romeo Cudorovich, ritenuto il coordinatore della banda, stando alle indagini dei carabinieri, avrebbe anche il ruolo di rappresentante in seno al tavolo permanente istituito dal Comune di Milano per seguire le problematiche presenti nelle comunità harvati, sinti e caminanti del campo nomadi permanente di via Negrotto, nel capoluogo lombardo. Ma il Comune di Milano smentisce.

Palazzo Marino smentisce i carabinieri: è un’altra persona

«In relazione all’indagine sui furti ai distributori automatici di benzina, l’Ufficio stampa di Palazzo Marino precisa che il signor Romeo Cudorovic non è in alcun modo il referente del Comune di Milano per le etnie Rom presenti sul territorio: quella persona non fa parte del Tavolo Rom, Sinti e Caminanti cui siedono le associazioni, e non è mai stato interlocutore dell’Amministrazione. Palazzo Marino – spiega una nota – si congratula con i carabinieri di Varese per l’indagine svolta, che favorisce il rispetto della legalità e il contrasto alle azioni criminali».
Tuttavia il portavoce dei carabinieri di Varese sottolinea che il capo del campo Rom di via Negrotto si chiama Romeo Cudorovich e che c’è solo una persona che abita in quel campo e che ha quel nome e quel cognome. Ed è la stessa persona arrestata dai carabinieri di Varese con l’accusa di aver capeggiato la banda.
Peraltro sul sito dell’Upre, l’Associazione che raccoglie rom e sinti, è riportata, analiticamente la composizione della Consulta Rom e sinti di Milano, Consulta di cui fa parte, appunto, così come scritto sul sito ufficiale dell’Upre, Romeo Cudorovic e di cui è portavoce Diana Pavlovi, una rom che fa l’attrice e che si è candidata con la lista Tzipras e prima ancora con la Sinistra Arcobaleno.