Salvini “scende” al Sud, dove può puntare al 14% secondo i sondaggi

Nome e simbolo ancora non sono stati svelati, ma ora ci sono una data e un luogo: venerdì, a Roma. Matteo Salvini ha annunciato a Radio Padania la presentazione del movimento con cui “calerà” ufficialmente al Centro e al Sud in vista delle prossime elezioni di primavera. Lo ha fatto ieri, in un giorno in cui il sondaggio Ixè per Agorà gli ha attribuito un potenziale, incoraggiante 14% nelle regioni al di sotto Rubicone, Isole comprese.

Come sarà l’«altra Lega»

Le parole d’ordine dell’«altra Lega», come l’ha chiamata Salvini, saranno le stesse che da tempo ormai il segretario fa risuonare in tutta Italia dalle lande padane: no all’Euro e all’immigrazione clandestina, sì alle autonomie e alla flat tax, l’ultima battaglia di grande impatto a marchio Carroccio. Quanto all’organizzazione si sa che avrà una «struttura leggera», non imbarcherà «riciclati», avrà il nome del segretario nel logo. Si tratterà di «un progetto politico rivolto alla gente per bene del Centro e del Sud», ha aggiunto ancora Salvini. Una “gente” che gli istituti di statistica quantificano ormai di poco sotto, se non superiore, al popolo di Forza Italia, complice anche una flessione di consensi del partito di Silvio Berlusconi.

Poco sotto Forza Italia

Ixè, che evidenzia come al Sud il 14% degli elettori potrebbe appoggiare il nuovo soggetto salviniano, rileva che a livello nazionale la Lega si attesa all’11,2%, quasi il doppio delle europee quando prese il 6,2%. Ixè colloca invece Forza Italia al 14,1%. Altri due sondaggi danno rispettivamente la Lega al 12,5% e FI al 15% (Ipsos) e, registrando un sorpasso, la Lega al 13,5% e FI al 12,5% (Piepoli).

Ma i sondaggisti sono cauti

Sentiti dal Corriere della Sera, però, i sondaggisti tendono a non enfatizzare troppo questa fotografia come chiave di lettura per il futuro del centrodestra. Per Nicola Piepoli, «se il baricentro è Salvini, la coalizione si sposta a destra e avrà difficoltà a espandersi». Per Carlo Buttaroni di Tecné, «il Pdl, nel 2008, ha raccolto il 38% dei voti, con affluenza all’80%, e dubito che Salvini possa alla lunga ottenere quei consensi». Roberto Weber di Ixè, invece, ritiene che «c’é un vuoto nel mercato elettorale e qualcuno lo riempierà». Potrebbe essere Salvini? Weber non lo dice, ma spiega che il progetto del segretario leghista avrà successo se «riuscirà a dare alla Lega un tratto più marcatamente nazionalista, sul modello Le Pen».