Vendola come la Boldrini: la rivolta di Tor Sapienza è stata una vergogna

Dopo Laura Boldrini è la volta di Nichi Vendola. Quelle immagini, quella protesta, la rabbia e la disperazione della gente comune, di cittadini che non ce la fanno più, non l’hanno digerita. Tor Sapienza, il quartiere di Roma diventato famoso per i giorni caldi della protesta contro il centro per i profughi, è un incubo. Le madri e i padri scesi in piazza sono nemici. «Tor Sapienza e mafia capitale sono facce della stessa medaglia: i Carminati hanno bisogno dei Salvini per realizzare i loro obiettivi», dice Nichi Vendola, in trasferta all’assemblea nazionale del suo partito, indossa l’abito del fustigatore e arriva a dipingere Carminati e Salvini come facce della stessa medaglia. Parole che ricalcano quelle della Boldrini, quando giorni fa esternò: «Non esistono zone precluse ai princìpi della Costituzione, ai valori dell’accoglienza e della convivenza», invitando quindi i residenti di Tor Sapienza a stare zitti e ingoiare il boccone amaro.

Gli affari delle cooperative rosse

Vendola fa il furbo, criminalizza Tor Sapienza e Vendola ma non dice una parola sulle cooperative di sinistra che facevano affari indirettamente e direttamente collegati ai metodi di Massimo Carminati, e  cerca di tirare dentro Salvini sostenendo che, con la sua concezione politica, scatena l’inferno. Un copione recitato fin troppe volte da tanti esponenti della sinistra, abituati a mescolare demagogia e ideologismo

Vendola non sa nulla di Tor Sapienza

Viene solo una verità a galla, e cioè che Vendola non conosce affatto la realtà di Tor Sapienza, un quartiere che ha avuto un declino inesorabile, chiuso nella morsa di campi nomadi autorizzati e abusivi, della prostituzione che è tornata nelle strade in modo imponente, della microcriminalità che imperversa, dei furti negli appartamenti, dei tentativi di aggressione. «Qui non si vive più», urlano i residenti. E la protesta contro gli immigrati ha avuto il via dopo una serie di violenze. Ma su questo Vendola non dice una parola. I colpevoli sono loro, gli abitanti di Tor Sapienza.