Turista russa uccide il figlio di 9 mesi annegandolo in mare di notte

Le telecamere del lussuoso albergo Grand Hotel del Mare dove alloggiava assieme al compagno l’hanno inquadrata mentre usciva alle due di notte dall’hotel di Bordighera dove alloggiava insieme al suo compagno, con in braccio il suo bimbo di nove mesi. Due ore dopo, alle 4 di notte, è tornata e le telecamere l’hanno nuovamente inquadrata, ma senza il bambino. Natalia Sotnikova,  una turista quarantenne russa, in Italia per vacanza, ha ucciso il figlio di nove mesi, Semyon, affongandolo in mare di notte davanti alle coste della Ligria. Poi è tornata in albergo e ha svegliato il compagno con il quale era in viaggio insieme al figlioletto, sostenendo di aver smarrito il bimbo dopo averlo appoggiato su una scogliera della riviera ligure.
L’uomo si è precipitato dalla polizia a denunciare il fatto e sono iniziate le ricerche.

Le telecamere l’hanno ripresa mentre esce con il bimbo

Secondo la ricostruzione, resa più complessa dalle difficoltà linguistiche, la coppia, che non è sposata, era alla fine del suo soggiorno di una settimana nel lussuoso albergo sulla riviera ligure e alloggiava in una suite con stanze separate. La donna è uscita alle due di notte ed è rientrata alle 4. Gli inquirenti hanno visionato le immagini delle telecamere della videosorveglianza del parcheggio dell’albergo, dalle quali emerge che la donna è uscita col bimbo in braccio ed è rientrata senza.
I due russi sono stati sentiti a lungo dal magistrato di Imperia mentre si facevano più serrate e frenetiche le ricerche del bimbo, ricerche che sono state estese a Bussana, una frazione di Sanremo, dove la famiglia si era recata nella serata di ieri. Alle perlustrazioni ha partecipato anche una motovedetta della Guardia Costiera mentre gli investigatori facevano rilievi sulla autovettura della coppia, una Bmw con targa tedesca noleggiata a Ginevra, dove sono state trovate tracce di sabbia nel bagagliaio.
La donna ha raccontato al compagno di essere entrata in acqua con il bambino e di esserne uscita senza. Così le ricerche si sono concentrate lungo la spiaggia, a circa 15 chilometri dal Grand Hotel del Mare, dove sommozzatori dei carabinieri e vigili del fuoco hanno cercato a lungo il corpo del piccolo fino a quando il sole è tramontato e le ricerche sono state sospese.
Agli investigatori Natalia Sotnikova ha indicato un punto molto preciso, lungo la scogliera di Cala degli Orsi, a Bussana di Sanremo dove si sarebbe immersa con il bimbo.

In un biglietto al compagno l’intenzione di farla finita

Gli investigatori hanno anche chiesto la collaborazione delle autorità francesi dato che il confine di Ventimiglia non è lontano e le correnti marine, in quel punto, sono molto forti e avrebbero potuto spingere il corpo del piccolo fino a lì.
Secondo il Secolo XIX «a fine mattinata è emerso che prima di uscire, la donna avrebbe lasciato in stanza un biglietto al compagno nel quale annunciava l’intenzione di farla finita».
Accompagnata in Procura dagli investigatori, davanti al magistrato Natalia Sotnikova ha sostenuto inizialmente di essere andata a Bussana con il bambino ma di non ricordare cosa fosse accaduto dopo. Poi ha iniziato a via via a raccontare altri particolari contrastati e confusi che non hanno convinto gli investigatori. Fino alla decisione della Procura di indagarla. Solo a quel punto la donna è crollata e ha ammesso di aver affogato il piccolo al largo, di notte.