Tor Sapienza, residenti sul piede di guerra: Marino ci ha preso in giro

Il malumore a Tor Sapienza, nonostante la labile tregua firmata con il Campidoglio, non si è mai sopito. E ora il quartiere della periferia romana, che un mese fa fu al centro delle proteste contro immigrati, rischia di esplodere nuovamente. Per sabato è in programma un corteo: i cittadini scenderanno nuovamente in piazza perché dal giorno dell’incontro al Comune non è cambiato nulla e le promesse di Marino non hanno trovato alcun riscontro.

Il campo abusivo di via Collatina

A tutto ciò si aggiunge il mancato smantellamento del campo rom abusivo di via Collatina. Venerdì scorso, infatti, i vigili urbani  hanno effettuato una perlustrazione del campo ma non l’hanno sgomberato. Anzi  hanno preso tempo creando i malumori dei residenti. «Dopo il sopralluogo dei vigili – ha detto la portavoce dell’associazione degli abitanti Sandra Zammataro al Messaggero – ci è stato consegnato un verbale in cui la polizia locale si impegnava a smobilitarlo entro il 16 dicembre». Una notizia che però non ha trovato conferme. Lo stesso minisindaco Gianmarco Palmieri ha ammesso: «Sappiamo che l’eliminazione di queste baracche è una delle richieste che i comitati hanno portato al sindaco. Non sono al corrente di interventi nei prossimi giorni, ma risolveremo il problema entro breve». Dunque se domani non ci saranno novità, la situazione potrebbe esplodere già sabato durante la manifestazione. Al corteo hanno già aderito anche i comitati delle altre periferie di Roma Est. «Ad un mese dall’incontro in Campidoglio non è cambiato nulla», hanno detto i cittadini. «Il centro d’accoglienza – hanno proseguito – continua ad ospitare immigrati adulti anziché donne e bambini , come ci era stato promesso. Rimangono il degrado, la sporcizia, le occupazioni abusive». La decisione di rinviare lo smantellamento del campo rom potrebbe dare dunque impulso a una nuova rivolta. «Stiamo cercando di calmare i toni – ha detto la Zammataro – ma non è facile contenere le frange più agitate. Se lo sgombero salta, rischia di tornare la guerra in strada».

Si è dimesso l’assessore Rita Cutini

In questo clima di tensioni, al Comune si è consumato il divorzio amaro tra l’ex assessore alle Politiche Sociali, Rita Cutini e il sindaco. A pesare è stato il caso Tor Sapienza, durante il quale il Pd romano “processò” l’assessore accusato di non aver attuato politiche adeguate sul sociale, problema che poi esplose nella rivolta anti-immigrati. Tanto che il suo caso è stato uno dei primi a finire nelle ipotesi del rimpasto di giunta rallentato poi dal terremoto scatenato dall’inchiesta su Mafia Capitale.  Al suo posto il sindaco ha scelto Francesca Danese, anche lei proveniente dal mondo del volontariato. Ed è proprio Marino a finire nelle critiche della Cutini, che ha accusato il primo cittadino di non averla appoggiata sugli aspetti fondamentali sui quali si era concentrata.