No Tav: la firma all’incendio doloso di Bologna. Strage di Natale mancata

No Tav: la scritta trovata sul luogo sembra essere la firma apposta sui quattro roghi dolosi che in mattinata hanno messo a rischio lo snodo di Bologna e bloccato un’intera tratta di circolazione ferroviaria, con pesanti ripercussioni sul traffico ad alta velocità ma anche sulle linee convenzionali: la percorribilità è stata parzialmente riattivata, ma i ritardi, e non solo sulla linea AV, vanno dai 50 ai 120 minuti. E numerose sono state le cancellazioni necessarie. I quattro focolai  infatti hanno interessato altrettanti pozzetti che alloggiano impianti alla stazione di Santa Viola, periferia ovest della città, e sono stati da subito interpretati dal ministro dei trasporti Maurizio Lupi come «un nuovo atto terroristico» verso la Tav. L’ennesimo atto intimidatorio che, sempre nelle parole del ministro, non interromperanno il percorso indirizzato a «innovare e cambiare l’Italia». Anche il premier Renzi, nel panico generato dall’attentato immediatamente etichettato come la «strage mancata di Natale», prova a rasserenare gli animi: «Voglio rassicurare tutti gli italiani: non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un’operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto», ha esordito il premier commentando i fatti ed escludendo, tra le righe, semplicemente un ritorno alle Br. Ben più incisiva e realistica, allora, la disamina del ministro Lupi: «Le bombe incendiarie sulla Torino-Milano e sulla Firenze-Roma, nei giorni scorsi; gli incendi dolosi alla stazione di Bologna, adesso. Atti terroristici che rivelano – secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – un cambio della strategia» negli attacchi contro la Tav. Lupi, peraltro, aveva lanciato l’allarme già lunedì, durante la visita al cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. «Non potendo impedire i lavori, che stanno procedendo secondo i tempi previsti – aveva detto – si sono spostati a colpire i simboli della Tav, che siano a Firenze o in altre parti d’Italia. C’è una piccolissima minoranza di delinquenti che attacca lo Stato prendendo a pretesto la realizzazione di una grande opera».

La dinamica del sabotaggio

E infatti, dalle prime ricostruzioni si apprende che la segnalazione sarebbe arrivata alla Polfer alle 4,25. I quattro pozzetti incendiati sono nell’arco di una cinquantina di metri. Il luogo del sabotaggio alle ferrovie di Bologna è in via Triumviato, tra due cavalcavia ferroviari, un posto facilmente accessibile dalla strada. Le scritte No Tav sono tre. Il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso, sta seguendo personalmente la prima fase delle indagini; con lui l’aggiunto Valter Giovannini: insieme stanno valutando l’ipotesi di reato da formulare.

 Gli ultimi precedenti

Sono diversi i danneggiamenti a pozzetti che regolano la circolazione ferroviaria avvenuti negli ultimi tempi nel bolognese. Uno fu proprio il 21 dicembre dell’anno scorso, esattamente un anno prima del sabotaggio di due giorni fa nella galleria San Donato a Rovezzano (Firenze). Anche in quel caso l’allarme fu stato dato intorno alle 5 (come accaduto oggi e come verificatosi due giorni fa a Firenze), a anche se in quella circostanza non furono trovate scritte «No Tav», le indagini chiarirono  fin da subito che si trattava di un atto doloso, anche se non fu possibile accertare la riconducibilità del gesto alla galassia No Tav. A maggio, poi, nei pressi della linea AV Bologna-Milano a Lavino di Mezzo (Bologna) erano stati tranciati alcuni cavi di rame e fibre ottiche, ed erano stati incendiati due pozzetti fianco dei binari. Anche lì fu aperta un’inchiesta per danneggiamento aggravato: vicino, in quell’episodio intimidatorio, era stata trovata una scritta «No Tav».

La situazione in tempo reale

Alla stazione centrale di Bologna moltissime persone sono in attesa di capire l’esito del loro viaggio: alcuni treni sono stati infatti cancellati, praticamente tutti gli altri accumulano pesanti ritardi, che vanno da alcuni minuti a qualche ora. La linea più penalizzata è la Milano-Bologna, quella interessata dall’attentato, ma ripercussioni ci sono su tutte le linee, visti i disagi causati e il conseguente cambio di percorso di molti convogli. In queste ore il traffico pendolare è leggermente inferiore rispetto al solito, vista l’imminenza del Natale, ma il numero dei viaggiatori è comunque consistente, poiché la mattinata è soprattutto dedicata alle partenze su lunga distanza in vista delle festività.