La Tasi è come l’Imu, anzi peggio: costa agli italiani il 20% in più

La Tasi – che si dovrà saldare entro metà dicembre – risulta più cara dell’Imu per le tasche degli italiani: l’aumento del prelievo su una casa ”standard” di 100 metri quadrati è mediamente del 19,16%. Ma il rischio è che, se non sarà sostituita dalla nuova Local Tax, il prelievo possa salire ancora, visto che il tetto delle aliquote aumenta al 6 per mille. A fare i conti è il Creef, il centro ricerche di Federconsumatori. “E’ un regime caotico e iniquo”, denuncia l’associazione parlando della tassazione locale sulla casa. Per questo il vice presidente di Federconsumatori Mauro Zanini chiede che non vi siano ripensamenti sull’arrivo di una tassa unica, che superi la dualità Imu-Tasi. ”E’ necessario – spiega anche – prevedere un riordino delle detrazioni che tenga conto del reddito e delle fasce sociali deboli”.

Una tassa iniqua

La Tasi applicata quest’anno – calcola il Creef – ”risulta infatti estremamente iniqua e regressiva rispetto alla vecchia Imu, perché ha alzato il prelievo per le abitazioni di valore medio-basso e per le famiglie numerose e lo ha abbassato per quelle di valore più alto”. Inoltre, i continui mutamenti normativi e l’eccessiva eterogeneità delle delibere dei comuni e delle stesse condizioni per applicare le detrazioni hanno reso caotico il compito del cittadino contribuente. Secondo quanto emerso dall’indagine l’imposta nel 2014 costerà ben più dell’Imu 2012 per quanto riguarda la prima casa, mentre si registra un leggero calo per le seconde case (-5,36%) rispetto all’Imu 2013.

Si pagano 44 euro in più rispetto all’Imu

Nel dettaglio, prendendo in considerazione un appartamento di 100 metri quadri abitato da una famiglia di tre persone (coppia con un figlio di età inferiori a 18 anni) categoria catastale A2 classe 3, per quanto riguarda la prima casa, l’aumento rispetto all’Imu 2012 è del +19,16%, pari a +44,85 Euro. Nelle 110 città capoluogo di provincia analizzate dall’indagine aliquota media per la Tasi sulla prima casa risulta pari al 2,51 per mille e un terzo dei Comuni ha deciso di applicare l’aliquota massima al 3,3 per mille.

Il caos delle detrazioni

Altro aspetto da non sottovalutare è quello delle detrazioni: tra i capoluoghi analizzati le prevedono in 86, mentre ce ne sono 24 che non permettono ai cittadini di usufruire di alcuna detrazione. Sul fronte delle delibere (sia per quanto riguarda le detrazioni che le aliquote) ”si è scatenato il caos più totale”: c’è chi ha adottato più di un’aliquota percentuale per determinare la Tasi 2014 (è il caso di 8 città: Alessandria, Cagliari, Chieti, Lucca, Terni, Trieste, Verbania e Vicenza), c’è chi ha usato scaglioni decrescenti all’aumentare della rendita catastale dell’immobile, chi ha usato una detrazione fissa, chi ha applicato detrazioni in base all’Isee, chi in base all’anzianità dei contribuenti e delle fasce sociali deboli.