Supergulp, c’è Renzi in tv. Ridateci subito Corto Maltese e Alan Ford

Come Nick Carter, meglio di Alan Ford, stuzzicante come Corto Maltese. Supergulp fumetti in tv, il vecchio e indimenticabile programma di Viale Mazzini, si trasforma in Supergulp, Renzi in tv. Sul primo canale, sul secondo, sul terzo, su Mediaset, magari a reti unificate e un domani, chissà, in mondovisione, al posto del Festival di Sanremo o della finale di calcio Brasile-Italia. Le parate televisive del premier non si contano più, in barba a qualsiasi regola, regolata o dettaglio della par condicio. E nessuno si permetta di parlare di dittatura mediatica, altrimenti il Pd si offende.

La D’Urso, la Clerici… tutto fa brodo

Renzi sfrutta in tutto e per tutto il piccolo schermo. Balza da Amici con la De Filippo a Domenica Cinque, ospitato da una Barbara D’Urso in sua adorazione, dal salotto di Raiuno – tra la Clerici e Bruno Vespa – contorniamo da bambini innocenti, alla poltrona del programma di Fabio Fazio, che fa di tutto per dargli la sensazione di sentirsi a casa sua. Tutti a sorridergli, a battere le mani qualsiasi cosa dica, a far sembrare che le sue parole siano rivoluzionarie, alla “tranquilli, c’è Renzi, ci pensa lui”.

Renzi sul piccolo schermo peggio di Ceausescu

«A furia di integrazione europea, abbiamo copiato un format della tivù romena, quella di Ceausescu però», ha scritto “Il Mattinale”. «Meglio le playstation. Operazione condotta dal direttore Gubitosi, che acquisisce meriti per future provvidenze manageriali, e l’acquiescenza della Presidente Tarantola. Molestia verso le mamme e i papà, i nonni e le nonne. Ovvio che la réclame del premier non fosse diretta ai piccini: quelli non trascinati coattivamente a esibirsi con Matteo, a quell’ora stanno tutti a smanettare le playstation. Agli adulti è toccato sorbirsi il Sire Matteo accompagnato dal gran ciambellano Bruno Vespa e dalla burrosa fata dai capelli mantecati, Antonella Clerici. Che dirà Re Giorgio?». Scrive Andrea Scanzi su “Il Fatto”: «Se Berlusconi avesse fatto anche solo un decimo di quanto la Rai e Renzi hanno avuto il coraggio di imbastire, la “sinistra” avrebbe marciato su Roma».

Una differenza non da poco

Al successo di Supergulp contribuirono alcuni grandi nomi del fumetto e del cartone animato italiano, nomi del calibro di Bonvi, Bruno Bozzetto, Hugo Pratt, Silver e Sergio Bonelli. Nomi che hanno fatto storia e che sono entrati con forza nell’universo culturale italiano. Al successo di Renzi, per adesso, stanno contribuendo la Clerici, la D’Urso e magari la Littizzetto. Dalla prova di governo alla prova del cuoco.