Scontro tra mercantili a Ravenna: due morti, quattro turchi dispersi

Non hanno ancora dato esito le ricerche dei quattro marittimi turchi dispersi dopo la collisione tra due mercantili avvenuta ieri mattina al largo del porto di Ravenna. I soccorritori si sono concentrati, anche con l’ausilio di elicotteri, sulla zona sud del litorale, al largo di Cervia e di Cesenatico. Ma si sono ormai ridotte al lumicino le speranze di potere trovare i quattro turchi in vita alla luce delle basse temperature dell’acqua. Non si esclude che comandante e primo ufficiale, anche loro tra i dispersi, siano rimasti intrappolati dentro la nave affondata.

Lo scontro tra l’imbarcazione turca e quella del Belize

Al largo di Marina di Ravenna, dove ieri si sono scontrate le navi mercantili “Gokbel” di nazionalità turca – poi affondata – e “Lady Aziza”, battente bandiera del Belize, sono impegnate nelle operazioni di soccorso dei quattro dispersi, sinora vane, due elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, un rimorchiatore e due motovedette della Guardia Costiera. Lo spiega in una nota la Prefettura di Ravenna, dove in mattinata si è tenuto un summit sulle attività in corso e quelle future, cui hanno preso parte il sindaco e il vicesindaco, il presidente della Provincia, i rappresentanti di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza, il presidente dell’Autorità Portuale, i comandanti della Capitaneria di Porto e dei Vigili del Fuoco e i rappresentanti del servizio di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna. Nel corso dell’incontro è stato confermato che i cinque marinai salvati dalle acque e ricoverati in ospedale non sono in pericolo di vita, mentre per quanto riguarda gli strascichi della collisione è stato evidenziato, dal comandante della Capitaneria di Porto, che “l’ingresso del porto di Ravenna non è pregiudicato dal relitto della nave turca, oggetto di sequestro giudiziario e non suscettibile di immediata rimozione”. La Capitaneria di Porto ha diffidato gli armatori delle due navi incidentate ad assumere responsabilità in ordine al loro recupero e all’eventuale attività di bonifica qualora ne emergesse la necessità anche se “non si registrano sversamenti e le condizioni del relitto turco, del quale ieri emergeva la prua, non destano preoccupazioni essendo adagiato sul fondale marino”. Ad ogni modo, “sono stati presi dal primo momento contatti con il Ministero dell’Ambiente che ha già messo a disposizione un mezzo navale a cura della ditta convenzionata”. Quanto alla posizione del relitto, che si trova in prossimità dell’ingresso/uscita del porto di Ravenna, la “situazione continuerà ad essere monitorata”: la Capitaneria ha già emesso avviso ai naviganti e sarà posizionata sul relitto una boa luminosa che ne segnalerà il pericolo.