Scandalo rimborsi, sequestrati 1,2 ml ai capigruppo dell’Emilia Romagna

23 Dic 2014 16:43 - di Domenico Labra

Momenti complicati per la politica regionale a causa dello scandalo rimborsi ai politici. Dopo gli accurati controlli e l’individuazione di sperperi e responsabilità è adesso giunto il momento del redde rationem. È di oggi la notizia che la Guardia di Finanza di Bologna, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna, ha sequestrato beni immobili e crediti di natura retributiva, di indennità di funzione o pensionistica a otto capigruppo della Regione Emilia-Romagna per la scorsa legislatura. Sequestri che dovrebbero coprire un danno patrimoniale accertato di 1,2 milioni di euro. Con un salasso particolarmente oneroso richiesto al Partito Democratico.

610 mila euro sequestrati all’ex capogruppo pd

All’ex capogruppo Pd in Regione, Marco Monari, sono stati infatti sequestrati dalla Gdf beni per 610mila euro: circa la metà della cifra complessiva che appunto la Procura regionale contesta ai capigruppo. Il presunto danno erariale riguarda  la scorsa legislatura e nello specifico l’esercizio 2012. Il sequestro ha riguardato perciò anche l’Idv Liana Barbati (147mila euro), Gian Guido Naldi di Sel-Verdi (105mila euro) Luigi Giuseppe Villani del Pdl (100mila euro), Matteo Riva del gruppo Misto (96mila euro), Roberto Sconciaforni di Fds (90mila euro), Silvia Noé dell’Udc (45mila euro).

L’indagine penale va avanti

Il provvedimento della magistratura contabile riguarda i capigruppo perché avevano il compito di rendicontazione, di tenuta documentale delle spese e di verifica sui colleghi in consiglio. Una misura che fa seguito agli inviti a dedurre che in estate avevano raggiunto vari consiglieri.  È stata fissata per fine gennaio un’udienza davanti alla Corte per discutere del sequestro dei beni. Intanto è probabile che a breve verrà fissata anche l’udienza dove si entrerà nel merito delle contestazioni contabili. Da ricordare che i capigruppo erano stati tra i destinatari dei 42 avvisi di fine indagine dell’inchiesta della Procura ordinaria per peculato. L’indagine penale sulle spese dei gruppi riguardava però un arco temporale diverso: i rimborsi ottenuti tra giugno 2010 e dicembre 2011.

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