Salvini nomen omen? Il segretario della Lega Nord visto dal Sud

Il fenomeno Salvini fa parlare di sé, ma a catturare l’attenzione non è tanto l’aumento dei consensi in generale quanto la diffusasi convinzione nel meridione che un’opportunità di ripresa possa venire proprio dal nuovo segretario della Lega Nord. Non bisogna negare l’evidenza, il Sud è certamente diffidente ad abbracciare un personaggio leader del partito che per decenni, sotto Bossi, ha escluso e insultato i terroni emigrati per lavoro al Nord. Ma nonostante questo, alle ultime tornate elettorali una fetta di voti “terroni” hanno dato fiducia proprio alla Lega Nord di Salvini.

Per i giovani di Fratelli d’Italia “il Sud non è una colonia”

“Salvini dice tante cose condivisibili ma per quanto mi riguarda – sostiene Raimondo Lima, coordinatore provinciale BAT e consigliere comunale di FdI a Trani- si sta allargando un pò troppo. Può fare il leader…in padania. Il mezzogiorno non è una colonia. Il centrodestra deve ripartire dalle primarie a tutti i livelli.” “Matteo Salvini in questa fase sta dicendo cose che noi diciamo da sempre – afferma Mimmo Gianturco, coordinatore regionale di CPI in Calabria – l’immigrazione clandestina, incontrollata, nel nostro territorio rappresenta un vero problema sociale. In Calabria è sempre più facile incontrare immigrati lungo le vie principali dei maggiori centri abitati, che attendono i ‘caporali’ che li portano direttamente a lavorare per pochi euro nei campi, creando di fatto una concorrenza sleale nel mondo del lavoro. La stessa cosa succede nel settore edile, infatti, nei cantieri ormai è difficile trovare operai italiani, proprio per le paghe ridotte con le quali le aziende pagano gli stranieri. Anche l’impegno concreto della Lega nella battaglia per la sovranità monetaria e sulle ingerenze che la UE attua sulle produzioni locali, possono essere temi focali per il nostro territorio. Se Salvini continua così, su questi e altri temi, potrà contare sul nostro supporto”.

Prima cancelli il rozzo egoismo della Lega

Mauro La Mantia, esponente di FdI Palermo dichiara: “Salvini potrà rappresentare il meridione solo quando il suo movimento politico cancellerà definitivamente dal suo dna il rozzo egoismo che ha contraddistinto da sempre la Lega, assolutamente inconciliabile con il principio di solidarietà nazionale. Sembra essere sulla buona strada, Salvini sta provando a cambiare la Lega. È indubbio che l’opposizione all’euro e all’ eurocrazia, la lotta contro l’immigrazione clandestina ed il contrasto alle politiche contro i lavoratori della Fornero ieri e di Renzi oggi sono tutte tematiche molto sentite anche al sud.” “Quello di Salvini è un progetto totalizzante di crescita e speranza per tutto il meridione- asserisce Francesco Vozza, responsabile di CPI a Palermo – la Lega affronta tra i suoi temi anche la questione dell’immigrazione massiva ed incontrollata che non solo pesa sul nostro Stato Sociale riducendo le risorse a disposizione per i cittadini italiani ma aumenta anche le fila della criminalità organizzata che li sfrutta per pochi euro”. “Salvini – parla Andrea Farris, responsabile di CPI in Sardegna- può essere rappresentativo del meridione continuando nel processo di “restyling” della Lega verso un movimento più Nazionale e meno padano. Se si tiene conto poi del fatto che in alcune province del Sud il resto del centrodestra è allo sbando totale, Salvini può essere rappresentativo a patto che nella fretta di crescere nel Sud non dia da una parte spazio ai soliti noti che da anni saltano da un partito all’altro e dall’altra parte non si inserisca nel pantano di un rientro al centro. Il Sud ha bisogno di una linea forte che sia dettata da una idea politica forte e non da accordi elettorali”.

Secondo Coesis Research, la Lega dei Popoli, cioè il Carroccio gemello che Salvini si prepara a lanciare dal Lazio in giù potrebbe ottenere il 4-5% dei voti considerando il Centro-Sud e il 3,5% circa a livello nazionale, numeri che si sommerebbero a quelli della Lega Nord, in costante ascesa, che condurrebbero così Salvini verso il 12-13% e al possibile sorpasso dei concorrenti politici in campo.