La Regione Friuli Venezia Giulia premia a suon di euro chi nega le foibe

Le foibe? Un falso storico, un’invenzione della propaganda fascista. O semplicemente “cavità naturali del sottosuolo carsico” come per decenni hanno scritto i manuali di testo campioni di faziosità. La deve pensare più o meno così l’illuminata governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, triestina doc, che finanzia a suon di milioni di euro una nota casa editrice di Udine in prima fila nella crociata negazionista della pulizia etnica titina.  Non sono bastati decenni di silenzio colpevole sul dramma delle foibe e le manipolazioni ideologiche sull’esodo dei giuliani-dalmati, a nulla è servita la scoperta tardiva di una verità scomoda, carta straccia anche la legge che istituisce il Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe: scava scava la sinistra, persino quella light modello Renzi, non cambia mai. Ma vediamo i fatti denunciati dal consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Novelli, che presenterà un emendamento in aula per cancellare lo «scandaloso» finanziamento.

La denuncia del forzista Novelli

Dietro lo scudo della norma «per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana» nella Finanziaria 2015 all’articolo 6, comma 10, come riporta il Giornale, sono previsti 20mila euro per la casa editrice Kappa Vu sas che è specializzata nella revisione storica delle foibe “grazie” all’opera della storica Alessandra Kersevan, colta portabandiera della vulgata resistenziale. Per la scrittrice  la memoria delle foibe fu creata ad arte nel dopoguerra per screditare il movimento partigiano. La foiba di Basovizza, monumento nazionale, tanto per capirci sarebbe il frutto di propaganda perché  nessuno fu mai scaraventato nella voragine dai partigiani di Tito.

La furia negazionista

Basta leggere l’ultimo libello della Keversan in vendita a soli 6,38 euro dal titolo Da Sanremo alle foibe per rendersi conto del manifesto programmatico della casa editrice premiata dalla governatrice del Friuli. Scopo dichiarato del libro la demolizione dell’opera teatrale di Simone Cristicchi per offrire – si legge testualmente – «agli antifascisti, ma anche a un pubblico più vasto, alcuni mezzi “di difesa culturale” di fronte all’aggressività psicologica e mediatica del nuovo pensiero unico». Non è da meno il tomo intitolato Fenomenologia di un martirologio mediatico: le foibe nella rappresentazione pubblica dagli anni Novanta ad oggi.

Imbarazzo in Regione

«La nostra regione ha vissuto questa tragedia e finanziamo una casa editrice che lo nega? È come se elargissimo soldi a chi dice che l’Olocausto è un’invenzione», ha dichiarato incredulo l’azzurro Novelli. La governatrice si guarda bene dal pronunciarsi mentre l’assessore alla Cultura, Gianni Torrenti, è in evidente imbarazzo. Prima si difende dicendo che la  casa editrice di Udine ha ricevuto già  in passato finanziamenti  del genere, poi si trincera dietro lo scudo del pluralismo. «Non sono assolutamente d’accordo con le tesi negazioniste del dramma storico sulle foibe, ma se bloccassimo i fondi andremmo ad intaccare la libertà d’espressione e pensiero».