Quirinale, ecco la data dell’addio di Napolitano alla presidenza

Il dado è tratto. Giorgio Napolitano avrebbe già pianificato tutto. Comunicandolo anche alla Boldrini. Valige pronte e data fissata. Tant’è che sul quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, l’ottimo Cerasa si è addirittura spinto ad ipotizzare la possibile data d’inizio delle votazioni per la successione. Il 20 gennaio. In effetti un paio di indizi stanno li a dire che tutto è possibile. Anche quanto ipotizzato dal Foglio. Intanto c’è l’elettrizzante iperattività del presidente del Senato Pietro Grasso sempre più presente tra selve di microfoni. E i tanti rumors che lo danno in trepida attesa. Ad abbandono avvenuto infatti toccherebbe a lui il ruolo di supplente.

Due indizi confermano

Cosicché a palazzo Madama si sprecano frizzi e lazzi sulla durata di una investitura (la supplenza, appunto) che regalerebbe all’ex magistrato prestato alla politica le luci della ribalta e, dicono,  ai mercati un motivo ulteriore di fibrillazione. Secondo, ma ancor più importante indizio, è la comunicazione, fatta pervenire alla presidente della Camera Boldrini, che Giorgio Napolitano non parteciperà alle celebrazioni per la Giornata della Memoria il prossimo 27 gennaio. Fatto che, secondo gli analisti più esperti, dimostra che andrà via parecchio prima e che, perciò, proprio dal 20 gennaio potranno essere convocati a Roma i grandi elettori. Dato per certo il trasloco imminente dell’anziano inquilino, si infittiscono gli incontri e i contatti tra parlamentari dei diversi schieramenti.

Reggerà il patto del Nazareno?

Anche qui le ipotesi sono un paio: la prima che Renzi e Berlusconi riescano a mantenere saldo il patto del Nazareno e inviino al Colle una personalità né ingombrante né invasiva; la seconda che le articolate e consistenti fronde interne del Pd e anche di Fi si sommino nella volontà di sostituire Napolitano con un presidente che non abbia alcuna intenzione di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche. La battaglia è all’inizio. Ma tutto lascia prevedere che su questo versante sarà un Natale di fuoco.

 

Ovviamente dall’ufficio stampa del Quirinale nulla trapela. Men che meno una conferma.