Preti, transessuali e partigiani cantano “Bella Ciao”. In ricordo di don Gallo

Rieccoli, i preti rossi. Alla fine della messa anche padre Alex Zanotelli ha intonato con gli altri fedeli Bella Ciao per ricordare l’amico don Andrea Gallo, il prete morto l’anno scorso. E’ successo nella chiesa di San Benedetto a Genova dove la omonima comunità per gli emarginati nata 44 anni fa ha ricordato il fondatore. Una messa fuori dagli schemi, con “La canzone del maggio” e altre liriche di De Andrè, poi tante testimonianze in ricordo del “gallo”. Padre Zanotelli, il missionario comboniano tra i fondatori dei ‘Beati i costruttori di pace’ ha detto che “il ricordo più bello di Andrea riguarda l’epoca delle polemiche più dure quando Nigrizia divenne caso nazionale per la denuncia di tangentopoli con sei anni di anticipo. Mi telefonò dandomi piena solidarietà e invitandomi a Genova. Ci siamo sempre sentiti in profonda sintonia e quindi sono venuto oggi a Genova per un dovere”. Alex Zanotelli ha invitato la Comunità di San Benedetto al Porto ad andare avanti: “non è facile proseguire dopo la morte di un personaggio così carismatico come Don Gallo” ha detto. In chiesa tantissime persone, i ragazzi della comunità, i transessuali, le bandiere dei partigiani delll’Anpi e, sull’altare, un quadro di Don Gallo e la sua bandiera della pace.

I precedenti delle tonache rosse

Le tonache. Gli episodi sono tanti. Si ricorda la performance di don Paolo Farinella, sacerdote della Diocesi di Genova, che è stato ospite del programma di Radio2 Un giorno da pecora. Contro chi si è scagliato? Naturalmente contro Berlusconi che «fa soldi solo con la corruzione e se ne frega della fede». Poi ha aggiunto: «Se lui non fosse così vigliacco da scappare dai tribunali e venisse fuori che è colpevole, deve andare dentro». Torniamo a don Gallo, il fu sacerdote antagonista, fede vendoliana. Record di visualizzazioni per il video in cui si vede il prete, nella Chiesa di San Benedetto a Genova, sventolare il paramento sacro che aveva sulla tonaca come se fosse una bandiera rossa e cantare Bella Ciao. Il tutto davanti ai fedeli. Don Gallo nel 2009 partecipò al Genova Pride e dichiarò che «sarebbe magnifico avere un Papa gay». Da ricordare anche don Giorgio, il parroco di Monte di Rovagnate, che creò un mare di polemiche per una sua frase («prego il Padreterno che mandi un bell’ictus a Berlusconi facendolo rimanere secco») che nulla aveva di cattolico. Tutti “figli” di don Vitaliano, che tutti ricordano come il prete no-global: insieme con Vittorio Agnoletto (ex parlamentare di Rifondazione comunista) piombò nella sala stampa del Festival di Sanremo munito di bandiere pacifiste.