Pizzarotti riunisce a Parma i dissidenti anti-Grillo: il M5S deve cambiare

“Nessun timore delle espulsioni” perché il cambiamento non deve fare paura e il confronto serve sempre. Da Parma Federico Pizzarotti veste i panni del rivoluzionario e sfida Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio a cambiare il M5S. Nessuna scissione quindi, nessun tradimento, nessun gesto eclatante ma l’ennesima mossa che sembra voler logorare l’attuale leadership pentastellata. A Parma ci sarà tutto il mondo del dissenso grillino: oltre 350 partecipanti tra amministratori, consiglieri e militanti 5Stelle. Anche se le attenzioni saranno rivolte principalmente ai sindaci di Livorno e Pomezia e alla pattuglia di 10-15 deputati data in arrivo in Emilia. Certamente saranno presenti Giulia Sarti, Walter Rizzetto, Mara Mucci; mentre a sorpresa potrebbe mancare Massimo Artini, l’ultimo espulso dal gruppo della Camera.

Il direttorio studia le contromosse

A Roma si studia una controstrategia, anche sulla base dei suggerimenti che ieri Casaleggio ha dato ai suoi. Nessuna espulsione, né alcuna enfasi sulla possibile nascita di una “R5S – Rifondazione a cinque stelle”. Proprio per questo si starebbe studiando una contro-iniziativa capace di mettere in ombra l’evento di Pizzarotti. Qualcuno tra i falchi vorrebbe addirittura scomodare Grillo. Più probabile, però, che sia invece il nuovo direttorio ad impegnarsi in prima fila in un “evento bomba” al quale si starebbe già lavorando in queste ore.

La strategia di Pizzarotti

Dal punto di vista mediatico l’Open Day organizzato da Pizzarotti e dal M5S Parma sta andando oltre le aspettative più rosee degli organizzatori. Le richieste di adesioni hanno superato le attese al punto che è stata allestita una sala con la diretta streaming per i media. L’incontro si aprirà alle 10 con i saluti di Pizzarotti prima del dibattito sul “Nuovo statuto di Parma”. Ma il momento clou è nel pomeriggio. Il tema è “Fare politica in maggioranza”. Interverrà nuovamente Pizzarotti per dare poi spazio ai parlamentari: è probabile che in questa sessione si affronti la questione più spinosa, quella della gestione del M5S. La chiusura è quindi nuovamente affidata al primo cittadino ducale. Pizzarotti, comunque, non dovrebbe portare un attacco frontale ma rivolgerà un pressante invito a fare “autocritica” dopo le debacle alle Europee e alle Regionali.

Un lungo braccio di ferro

 

La volontà di Pizzarotti sembra piuttosto quella di logorare lentamente l’establishment cinquestelle dall’interno. Nessuno strappo ma una critica costante. Casaleggio sembra aver intuito le mosse del rivale. Per questo motivo, prima ha benedetto la nascita del direttorio che, di fatto, crea un tappo ad eventuali tentativi di scalata dall’interno; poi ha invitato a non cedere alle provocazioni. Nelle prossime settimane si prospetta un lungo braccio di ferro che sarà reso ancora più duro dalle elezioni per il presidente della Repubblica. Sul gruppo pizzarottiano in Parlamento, si stanno concentrando le attenzioni di molti interessati a quei voti in uscita dal M5S.