Per tanti precari un Natale senza stipendio: da Renzi solo chiacchiere

All’anima delle “Buona scuola” promessa da Renzi! A una manciata di giorni dalla fine del 2014 «ci sono ancora migliaia di precari della scuola che attendono di percepire lo stipendio dal mese di settembre». Un disagio assoluto segnalato dall’Anief, che ha descritto una situazione al limite della tollerabilità: «Alla mancanza di fondi pubblici, solo parzialmente sanata dal via libera giunto il 12 dicembre dal Consiglio dei Ministri, che ha approvato in via straordinaria un decreto legge per stanziare 64,1 milioni di euro proprio per il pagamento delle supplenze svolte nei mesi di settembre, ottobre e novembre, si è aggiunto – spiega – il malfunzionamento del Sidi, il sistema informatico ministeriale che contrattualizza i nuovi assunti e permette di procedere ai pagamenti dei lavoratori della scuola. Con il risultato che un insegnante o Ata su tre che ha svolto supplenze cosiddette “brevi”, passerà il Natale senza aver ricevuto un euro in busta paga».

Situazione al limite del paradosso

«Si tratta di una situazione davvero paradossale – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – perché si va a infierire e a ledere i diritti di precari assunti spesso lontano da casa, obbligati a caricarsi di spese vive, a iniziare da quelle sostenute per viaggi, le trasferte e gli alloggi a ridosso delle scuole dove si presta servizio temporaneamente. Non si comprende perché tutto ciò possa ancora accadere, sia perché viviamo ormai l’era degli accreditamenti stipendiali informatizzati, sia perché solo alcune settimane fa, il 26 novembre scorso, la Corte di Giustizia europea ha sancito la piena parità di trattamento tra personale di ruolo e precario».